La respirazione, questa sconosciuta

Uno pensa che respirare sia la cosa più naturale del mondo, che senza – ovviamente – non si vive, ma poi scopri quando fai sport che non è proprio così automatico.

apparato_respiratorioQuando feci il mio primo corso preparto alla lezione più temuta da tutte (quella del parto, appunto) ci fecero fare degli esercizi di respirazione e ci insegnarono la classica formula insipira/espira velocemente, stile cagnolino, come si vede nei film. Arrivai a casa a raccontare la magnificenza della lezione e il mister mi segò le gambe spiegandomi in modo scientifico che in questo modo si andava verso l’iperventilazione e non era il caso, quindi alla seconda gravidanza e al secondo corso – con un’altra ostetrica e altre persone – saltai a piè pari quella lezione.

In una vita precedente facevo l’arbitro di calcio. Sì, è vero e non me ne vergogno, correvo per 90 minuti dietro uomini alti almeno 20 cm più di me e ci stavo anche dietro. Ma nel calcio ci sono anche molti “tempi morti” quindi non mi rendevo bene conto di quanto poco buona fosse la mia respirazione nei momenti di massimo sforzo.

Quando ho ricominciato a correre mi sono sentita un po’ un cagnolino (insomma, come ti insegnano al corso preparto), allora ho iniziato ad abbassare il volume della musica nelle mie orecchie e ad ascoltarmi. Quando mi sembrava di essere in grande affanno avevo deciso di fare grosse inspirazioni dal naso e poi buttare fuori piano dalla bocca. Un po’ migliorava la cadenza respiratoria e un po’ mi sembrava di migliorare nella corsa. Ho qualche problemino di asma e capisco subito il mio respiro.

cagnolone

Ma sbagliavo, quanto sbagliavo, mannaggia a me che cerco sempre risposte sul web! Leggendo su internet ho scoperto che la richiesta di ossigeno, in soggetti allenati che riescono a tenere ritmi molto alti, può arrivare ad un aumento di 10 volte rispetto alla situazione di riposo. Quindi in una persona che sta cercando di aumentare la propria capacità aerobica ne serviva di più. Ed ho anche scoperto che esistono ben 5 tipi di respirazione: la clavicolare, la toracica, la addominale, la globale e la respirazione paradossale.

Chiedo aiuto al mister, che mi guarda sornione e mi dice che “bisogna lavorare” e mi insegna degli esercizi da fare tutti (T-U-T-T-I) i giorni. Lo filmo mentre me li mostra, così ho l’esempio per quando sarò da sola.

Mica è cosi semplice. Ci sono ben 7 esercizi preparatori per far si che poi la tua respirazione diventi corretta, non solo durante lo sforzo di uno sport. Inizialmente devi metterti in testa che il tuo modo di respirare fin’ora era scorretto e cercare di fare al meglio gli esercizi (senza ridere, intendo).

Piano piano prendi consapevolezza del tuo respiro e diventa tutto più automatico e il tempo scorre veloce, finisci tutto in un lampo. L’importante è la concentrazione iniziale, ma non l’ansia di prestazione durante.

Quando ho chiesto se questo tipo di esercizi e il cambiamento della mia respirazione durante lo sforzo fisico mi avrebbero aiutato a migliorare anche le prestazioni sportive, mi è stato risposto che non era automatico, ma che sicuramente il corpo ne avrebbe giovato ed io sarei andata meno in affanno.

La cosa buffa è soprattutto quando li faccio, a casa, la sera tra la cena dei nani e l’attesa del marito. I bambini si divertono molto a guardarmi, imitarmi e prendermi un po’ in giro. Io mi sento un po’ scema, ma d’altronde non ho altro momento in cui possa esercitarmi. La definizione di Matta qui calza a pennello!

deborah_matta

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