Maristella: Matta o eroina?

In questo post trova spazio una Matta in fuga DOC: Maristella Campana.

(Modella simpaticissima)

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Lei fa parte del gruppo Fb delle #runningformommies creato da Silvia Sacchetti, di cui ancora una volta ho piacere di sottolineare l’importanza che ha assunto nella vita di tante mamme che corrono o sognano di farlo, ma non solo.

Un giorno “chiacchierando” ha detto all’improvviso “Questo gruppo davvero mi ha aiutato tanto sai?” Queste sue parole mi hanno fatto riflettere a lungo. Non solo chiacchiere su Fb, ma sostegno, supporto, solidarietà. Mi ha raccontato che nei momenti più bui della sua esperienza leggeva i commenti delle mamme del gruppo e con loro piangeva e rideva, sognando il giorno in cui sarebbe tornata a raccontare le sue imprese.

Quel giorno è arrivato: l’1 Marzo Maristella correrà la mezza maratona Roma – Ostia.

Ma non voglio annoiarvi, vi lascio il fiume di parole che lei ha scritto per noi.

Perché si corre? Perché io lo faccio? Tutto è iniziato anni fa nel modo più banale e comune. Prima per pochi minuti che, dopo anni di inattività aerobica, sembravano ore, poi sempre un po’ di più, felice di vedere che il peso e i centimetri diminuivano dopo un tot di minuti e canzoni perché non avevo nè orologio nè cronometro nè gps nè Runtastic. Correvo “a musica”. Mi dicevo “ascolto 10 canzoni e torno” fin quando le canzoni sono diventate 13, 15, 20 e poi ho iniziato a considerare i minuti con i km e da qui la malsana idea di provare a fare una gara, ma non una 10 km (cosa logica e fattibile visto che per me sarebbe stata la prima) no, direttamente una 21 km e a Roma poi, senza tabelle di allenamento, senza coscienza, senza tanti km nelle gambe, solo la voglia di provare e vedere che effetto che fa. Tempo vergognoso…ma l’importante era: arrivare al traguardo!

Poi il cancro e lo stop, non obbligato, ma inevitabile.

Ricordo che alla mia prima visita dall’oncologo chiesi se potessi correre, lui mi guardò e mi disse “Certo! Fare attività fisica aiuta mente e spirito oltre che il corpo “, peccato che i suoi occhi dicevano tanto altro (povera illusa pensi di essere così forte???). Infatti forte, durante chemio e radio, non sono stata e le mie giornate per sei mesi sono state scandite da infusioni, irradiazioni, lavoro (comunque e sempre, mi assentavo solo nei due giorni successivi la terapia), lettura di cancer-blog, cyclette (odiosissima ma provvidenziale alle volte), social. E’ stato navigando su un blog cancrocentrico (tanti troppi per fortuna o per sfortuna…) che ho scoperto una perla in rete: il gruppo Fb #runningformommies creato da Silvia Sacchetti (autrice del blog Mamma Imperfetta). Ero presa, avviluppata nel forum di amazzoni timorate incazzate, di donne morte giovanissime per le conseguenze del cancro al seno…però ad un certo punto mi sono sentita così …così tanto nostalgica di ciò che ero stata e che speravo di poter ancora essere ed incuriosita da quelle pazze scatenate, quelle donne mamme mogli che macinavano km su km facendo gare su gare. Sono stata rapita!! Completamente soggiogata da questo gruppo di donne così colorato, vivace, stimolante, curioso, leggero, eterogeneo, endorfinante e frustrante anche a volte (non per le top runner…ma per una pippa runner come me sì!!!). Le mommers (come ci chiamiamo simpaticamente fra mamme runners) mi hanno aiutato tanto. Leggere delle loro gesta. le sfide, le loro paure, le loro femminili fragilità e frivolezze (che sono le mie e di tutte) mi hanno permesso di non sprofondare ad un certo punto  della mia terapia nel buco nero della malata di cancro al seno povera e misera e depressa, tra un conato di vomito e una rasata al bulbo pilifero cranico andavo a leggere gli incoraggiamenti di queste nuove amiche virtuali, e sentivo (ed è ancora così) il calore dei loro abbracci, l’assoluta mancanza di malizia e di compassione nelle loro parole, donne normali, comuni e ordinariamente straordinarie che come tante, si barcamenano tra lavoro, figli, casa, ma che vogliono, cercano e trovano il loro momento, il tempo privato, intimo che solo uno sport come la corsa può dare, donne che paradossalmente durante la fatica fisica dell’uscita si coccolano e si amano di più, donne che , più o meno disciplinate (io tra le meno!) si sacrificano solo per se stesse, perchè si corre solo per se’, per testare e dimostrare il proprio limite, per guardarlo e sfidarlo e se possibile superarlo, e se anche non si riesce è bello sapere di averci provato. E’ passato un anno dal mio incontro casuale con le “R4M” su quasi 1000 non ne’ conosco  nessuna eppure le “sento”, molte le ho impresse nel cuore e nella mente, molte sono un riferimento , molte sono mitiche ed eroiche, ma tutte insieme sono un gruppo che ti fa sentire speciale, unica. E’ grazie a loro se ho ripreso a correre con più costanza e disciplina, è grazie a loro se quest’anno torno a Roma a far la mezza, incontrandone anche alcune, è grazie a loro che delle volte mi sento un’eroina anche io !!

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Io tifo per Maristella!

barbara_matta

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