Fuori peso massimo

Questa mattina sono salita sulla bilancia, un’azione che con compivo da tantissimo tempo, da quando ho cambiato città.

I segnali di un cambiamento negativo c’erano tutti, sono stata bravissima ad ignorarli e a sperare segretamente che il problema si risolvesse magicamente da solo. A parte le solite imperfezioni c’erano i jeans che non si abbottonavano, la cerniera del tubino nero che non si allacciava fino in fondo, il maglione aderente che sottolineava un accenno di pancia.

Non sono mai stata fissata con la linea, il mio “segreto” è tutto racchiuso in una regola personale. Ho stabilito un minimo di kg sotto il quale non voglio scendere ed un massimo di kg sopra al quale non voglio salire. Il che significa avere sempre a disposizione abbigliamento per tre taglie differenti.

Negli anni la cosa ha funzionato. Sotto al minimo ero scesa una sola volta a titolo di esperimento (mai più), il massimo l’avevo superato solo nel corso delle gravidanze (e mi andava benissimo così).

Del resto non sono mai stata capace di seguire una dieta in vita mia per più di un…pasto, devo per forza avere un metodo molto permissivo e di larghe vedute.

Quando due anni fa ho iniziato a correre non l’ho fatto per dimagrire, anche perché in quel periodo io e la bilancia andavamo d’amore e d’accordo.

Di certo questa mattina non mi aspettavo che pesandomi avrei avuto la sgradita sorpresa di veder raggiunto il massimo.

“Ma come” mi sono detta in stato di shock “io corro! (e questo inverno ho pure frequentato un corso di nuoto). Non può’ essere, ci deve essere un errore. Lo sport fa male alla linea! Divano subito!”

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L’errore c’è eccome ed è tutto mio.

Devo aver pensato inconsciamente che praticare attività fisica mi autorizzasse a mangiare quando volevo e quello che volevo, senza limiti e senza controllo.

Ho sottovalutato che l’alimentazione corretta rimane fondamentale anche se si pratica sport con regolarità e ho pagato in prima persona.

Oggi (non avendo più un paio di jeans che si allaccino) ho deciso di mettere la testa a posto: ecco le prove!

 

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“C’è chi corre per passione e chi corre per dimagrire, questo libro è dedicato ai secondi senza dimenticare i  primi” parola di un campione di triathlon.

Fra le pagine, oltre alla sua storia, a consigli, a tabelle, anche i suggerimenti di Elena Casiraghi, la specialista di alimentazione che lo segue da anni: sua eat coach.

Vado a leggere, ne ho proprio bisogno!

barbara_matta

 

 

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