Fenomenologia (semiseria) dei saluti fra runner

Ho iniziato a correre da poco più di un anno e spesso faccio ancora fatica a definirmi, o addirittura sentirmi, una runner. Sarà perchè sia le mie distanze che i miei risultati sono ancora tutt’altro che eclatanti, sarà perchè sto appena cominciando ad acquistare tutta l’attrezzatura da ‘vero runner’ (orologio con gps, scarpe e abbigliamento tecnico di una certa serietà), sarà perchè ancora non ho fatto mia una certa terminogia che sento sempre utilizzare (certi termini come ‘fartlek’ ancora mi suonano misteriosi e mi ricordano più il nome di un piatto di polpette Ikea piuttosto che quello di un di tipo di allenamento cardiovascolare!)…insomma, saranno tutti questi motivi assieme, ma spesso in mezzo ai runner mi sento un po’ un pesce fuor d’acqua e durante certi loro discorsi mi nascono mille domande o dubbi che a volte tengo solo per me, per una sorta di pudore e di vergogna di poter essere poi guardata come una pazza. (Credetemi, capita davvero!)

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Una delle cose che mi ha sempre incuriosito ad esempio (e che per un po’ non ho mai osato chiedere a nessuno) è se esista una sorta di saluto tra i runner: un po’ come quando due motociclisti si incontrano e si fanno quel loro particolare gesto, a riconoscere in qualche modo il fatto di far tutti parte di una stessa ‘tribù’, di una stessa famiglia. E’ un linguaggio non scritto, sono convenzioni che magari cambiano da paese a paese e molto spesso anche tra motociclisti con moto differenti (il più diffuso sono le dita della mano sinistra in segno di vittoria, messa di lato). Insomma, avvicinandomi timidamente al mondo della corsa mi sono subito chiesta se esistesse anche per i runner una sorta di codice ‘segreto’ per salutarsi e riconoscersi in mezzo alla gente: ho scoperto che non esiste un vero e proprio saluto (anche se i veri runner in qualche modo si riconoscono lo stesso!), ma nelle mie corse, mentre cerco di non pensare alla fatica e di arrivare fino in fondo senza stramazzare, ho notato che esistono diverse tipologie di runner con tipologie di saluti diversi.

Ho quindi elaborato nel tempo una mia piccola personalissima e semiseria FENOMELOGIA del saluto fra runner.

1- IL CORDIALE: E’ quello che saluta sempre. Non appena ti avvista da lontano comincia a sorriderti e quando lo incroci ti sembra quasi di aver incontrato un vecchio amico per la quantità di sorrisi e gesti con la mano che dispensa. Tant’è che a volte ti viene anche il dubbio di aver veramente incontrato qualcuno che conosci e di non averlo semplicemente riconosciuto tu.

2- LO SFUGGENTE: E’ l’opposto del runner cordiale: non saluta mai, nè un cenno con la testa, nè tantomeno un gesto con la mano. Se per sbaglio incroci il suo sguardo, lo distoglie subito e rientra nel suo mondo. Lo riconosci perchè l’espressione del suo viso è quasi inanimata e se provi a salutarlo finge di dover cambiare strada proprio in quel momento.

3- L’AMMICCANTE: E’ quello che non capisci bene se ti vuole solo salutare o se invece ci sta proprio provando: comincia sfoggiando un timido sorriso da lontano, per poi magari farti l’occhiolino quando ti è più vicino. Certi amori si sa, nascono anche tra una corsa e l’altra e c’è chi non perde davvero mai l’ccasione di sfoderare tutto il suo fascino.

4- L’ENIGMATICO: Non capisci mai bene se ti sta salutando oppure no: da lontano sembra che ti guardi, forse anche che stia abbozzando un sorriso, ma quando si avvicina è concentratissimo sulla sua corsa e sulla strada e il suo sguardo è impenetrabile e ti lascia dubbi quanto una sfinge egiziana: devo sorridergli? Proseguire e fare finta di nulla? Chi può dirlo!

5 – L’INDECISO: L’indeciso è il mio preferito, forse perchè è la tipologia in cui maggiormente mi riconosco. Non sa bene se salutarti o sorriderti, oppure proseguire e continuare imperterrito nel suo percorso. Risolve quindi restando in attesa di un tuo minimo cenno da interpretare. A volte stai solo alzando il braccio per sistemare la fascia col cellulare e vedi che parte subito col saluto, a volte sei concentrato sulla strada e non ti accorgi del suo arrivo e allora finge anche lui di non averti notato. E’ quello che vive questo momento con lo stress e l’ansia maggiore.

6- IL SOLIDALE: E’ quello che ti vede e che capisce la tua fatica e la tua sofferenza, che ti guarda con dolcezza e tenerezza come fosse una mamma o un papà, perchè capisce il tuo impegno e il tuo dolore. In fondo è anche il suo, e vorrebbe quasi abbracciarti, consigliarti, rincuorarti. Il suo saluto è quello che offre conforto lungo le corse più difficili, quello che ti fa pensare che devi resistere, che ce la puoi fare ad arrivare fino in fondo.

E voi, che tipo di runner siete? A quale vi sentite più simili?

E io invece, che tipo di runner sono per quel che riguarda i saluti? Ho già detto che mi riconosco maggiormente nell’indeciso, proprio perchè a volte mi sento ancora inadeguata e impreprata nei confronti del mondo del running. Alla fine però adotto una mia strategia piuttosto semplice (e che è la mia filosofia  nella vita di tutti i giorni): io sorrido.

smile

Sorrido sempre a chiunque incontro sul mio cammino e poco importa se a volte questo sorriso cade nel vuoto e non viene ricambiato e se anzi a volte mi guardano pure strano.

Io sorrido sempre e comunque.  A tutti.

E le volte che incrocio lo sguardo di un altro runner che mi sorride a sua volta, la mia corsa continua con una marcia in più: mi sento anche io parte di una tribù, mi sento anche io una ‘vera’ runner. Seppur con i miei tempi scalcinati e le mie prestazioni poco esaltanti, seppur con la mia tecnica da sistemare.

Penso all’effetto che quel sorriso fa a me e trovo che non ci sia regalo più grande da poter fare agli altri se non quello di regalare anche il mio.

robi_matta

9 pensieri su “Fenomenologia (semiseria) dei saluti fra runner

      • alla mattina all’alba ad esempio, viene spontaneo salutarci, visto che solo dei matti si alzerebbero alle 5,30 per andare a correre al buio….quindi ci si sente parte della tribù….se vai invece la sera verso le 19, nell’ora di punta….trovi gente più spocchiosa e più saltuaria…

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      • Sarebbe bellissimo, larobi28! 😀
        In più, proprio negli scorsi giorni abbiamo stampato un nuovo set di maglie, esordiranno domenica alla StraCinisello. Diciamo che saremo un po’ meno Anonimi…
        Se vuoi, fai la mossa e mandami l’immagine. L’aggiungerò al set esistente. L’invito è ovviamente esteso a chi ne abbia voglia.

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  1. Io personalmente uso il 2 in segno di vittoria poggiato sul cuore…. mi piace e lo uso per sottolineare la passione che c’è nel praticare uno sport che ti fa stare con te stesso e ti permette di “controllare” anima e corpo in momenti difficili come il 35° km di una maratona dove gli ultimi 7 sono il frutto della voglia di arrivare alla fine …. dove non contano più le gambe ma il Cuore!

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    • Hai ragione! Io trovo che sia bello con un piccolo gesto riuscire a trasmettere tutte queste emozioni, che solo un altro runner che sta faticando e lottando come te può capire fino in fondo 🙂

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