Jessica al Trail del Monte Soglio

30 Maggio 2015

Jessica

Trail del Monte Soglio

Forno Canavese

http://www.trailmontesoglio.it/it/

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Le dieci cose che avrei voluto sapere quando ho iniziato a correre.

Mi è capitato spesso di imbattermi nei famosi elenchi delle 10 migliori/peggiori cose che riguardano la corsa, trovandoli spesso molto buffi e divertenti: non sempre per parlare di corsa è necessario parlare di tempi e prestazioni, anzi! Piu’ corro, piu’ mi rendo conto di quanto la corsa sia una sorta di ‘universo parallelo’, con i  suoi usi e abitudini particolari.

Allora ho deciso di creare anche io la mia personale lista con le dieci cose che avrei voluto sapere quando ho iniziato a correre:

1. Ogni mia sessione di shopping futura sarebbe inevitabilmente finita (o iniziata) in un negozio di articoli sportivi. Ne aveva parlato anche Deborah in un suo bellissimo post qualche tempo fa: c’è sempre bisogno di un paio di pantaloncini nuovi, di una maglia colorata, di scarpe nuove per correre!

2. Ogni futuro regalo che avrei ricevuto sarebbe stato qualcosa di legato alla corsa. Ho cominciato a notare questa cosa quando i miei figli, per la festa della mamma, hanno deciso di regalarmi una nuova fascia da braccio per il cellulare dello stesso colore delle mie scarpe da corsa!

3. Un buon paio di scarpe da running (a proposito!) possono davvero fare la differenza. Quando ho iniziato camminavo/correvo con un vecchio paio di scarpe da tennis normalissime e avevo spesso mal di schiena: pensavo fosse legato al mio poco allenamento, ma cambiando scarpe invece gran parte dei dolori sono totalmente scomparsi! Quindi, se state pensando di iniziare a correre, non fate come me, ma investite prima di tutto in un buon paio di scarpe: esistono tantissimi negozi specializzati, con personale attento e preparato che sapranno darvi i consigli per scegliere delle scarpe giuste per voi  basandovi su criteri sensati (e che non siano solo il colore della maglia con cui volete abbinarle!).

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4. Pormi un obiettivo mi aiuta a restare focalizzata e a impegnarmi con maggiore costanza. Per me che sono una procrastrinatrice nata, avere un goal in mente da raggiungere permette di concentrare le energie e di usarle in modo diverso e piu’ produttivo. Quindi ben vengano le iscrizioni a gare e corse leggermente piu’ impegnative e che magari mi sembrano un po’ fuori dalla mia portata e capacità: mi obbligano a mettermi alla prova e a darmi maggiormente da fare.

5. Non devo preoccuparmi delle mie distanze o della mia velocità per potermi considerare una runner: nel momento stesso in cui indosso le scarpe da corsa ed esco di casa, ho già raggiunto un piccolo ed importante obiettivo. Ci sarà sempre qualcuno piu’ bravo e piu’ veloce e non devo lasciare che questo mi scoraggi. Non devo sentire la pressione per i miei risultati, l’importante della corsa è godersela!

6. I primi minuti saranno sempre tremendi, anche quando sarò piu’ allenata. E puntuale in ogni corsa, arriverà il momento in cui vorrò mollare e smettere. Sono i maledetti Toxic 10 e bisogna imparare in qualche modo a conviverci e a superarli. Correre non è mai semplice, ma piu’ lo si fa, piu’ lo diventa perchè il nostro corpo e la nostra mente piano piano si adattano alla fatica e al movimento.

7. Non è così automatico che amerò ogni corsa. Ci saranno delle volte in cui correre mi costerà una gran fatica, anche se magari sarò piu’ allenata e preparata di quando ho cominciato. Volte in cui vorrò smettere ad ogni kilometro. Non importa! L’importante cercare di resistere e fare del mio meglio. Poi, se proprio gambe e testa non girano, potrò anche decidere di fermarmi. E riprovarci il giorno dopo. Capita anche ai top runner e non devo sentirmi sempre una schiappa se  qualche volta capita anche a me. Sono mille i fattori che condizionano una corsa (se hai riposato, se hai mangiato bene, se sei dell’umore giusto, se fa troppo caldo/freddo ecc.), quindi dobbiamo accettare che non sempre può andare bene e liscia come vorremmo.

8. Non importa per quanto mi impegni, ma verrò male in TUTTE le foto da corsa. Soprattutto in quelle durante e dopo: che ci posso fare? E’ un’arte anche questa.

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9. Mi farò tanti nuovi amici e vedrò tanti bei posti. Nonostante si tenda a pensare che la corsa sia uno sport ‘solitario’, perchè è soprattutto una gara contro se stessi e contro i propri limiti, in realtà ti permette di vedere tantissimi posti nuovi con la scusa di una gara e di conoscere tanti nuovi amici con la tua stessa passione. Amici che non ti guarderanno male ogni volta che comincerai a parlare di argomenti legati alla corsa (perchè anche questo meriterebbe un punto del mio elenco a parte: prima o poi ti ritroverai  a parlare sempre di corsa con chiunque, ammorbando e sfinendo amici e famigliari con i tuoi discorsi 🙂 ).

10. Non esiste giusto o sbagliato nella corsa (tecniche di allenamento, alimentazione, scarpe ecc): ciò che importa è ciò che funziona per te e basta. Ci sarà sampre chi ne saprà piu’ di te e vorrà insegnarti qualcosa, facendoti sentire inadatto o sbagliato: non dobbiamo dargli retta. O meglio, è giusto ascoltare chi ha piu’ esperienza e conoscenza di noi, ma alla fine dobbiamo fare ciò che ci fa sentire bene e che sentiamo piu’ adatto a noi.

Perchè la corsa è soprattutto questo: cominciare a mettersi in ascolto.

Di noi stessi e del nostro corpo.

E voi, cosa avreste voluto sapere prima di iniziare a correre?

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Non solo corsa

E’ domenica mattina, ma la sveglia suona presto lo stesso. Mi alzo cercando di non disturbare nessuno, tiro su la tapparella in soggiorno e guardo fuori: il tempo è dalla nostra parte. Mi faccio un caffè e lo sorseggio lentamente, poi mi preparo ed esco. Passo a prendere la mia amica Laura e sua figlia Francesca, una compagnia insolita ma molto ben assortita e piacevole, e partiamo. Ci lasciamo il lago alle spalle: direzione Brescia, chiacchierando, ridendo e scherzando. Sono assolutamente rilassata.

Arriviamo in Piazza Vittoria. Non c’è tanta gente, ma a Brescia è la prima volta che si corre la Strawoman, e mi sembra una cosa normale. Incrociamo donne di tutte le età, l’atmosfera è leggera, non c’è competizione. C’è voglia di trascorrere una mattinata in compagnia, colorando di rosa le vie del centro, camminando o correndo, ognuna con il suo ritmo. Non si vedono visi agguerriti in caccia di tempi e vittorie. Si vedono sorrisi e palloncini.

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L’assenza di esasperazione da gara non esclude la presenza fra la folla rosa di runner preparate, la prima ad arrivare ha corso i 5 km in 21 minuti tondi in compagnia della sua splendida cagnolina, vera protagonista della premiazione.

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Strawoman è la marcia delle donne ed è una manifestazione che si svolge a tappe dedicata a tutte coloro che vogliono avvicinarsi alla corsa o semplicemente dedicarsi una giornata all’insegna del benessere psico-fisico.  Questo tour vuole sottolineare l’importanza del ruolo femminile in tutti i suoi molteplici aspetti e soprattutto promuovere la lotta contro la violenza sulle donne.

Non solo corsa quindi, ma anche aggregazione, cultura, musica, spettacolo e sensibilizzazione.

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Per tutti questi motivi ho appena partecipato alla mia quarta edizione e continuerò a partecipare, quando possibile.

(Per tutti questi motivi…più uno: il “terzo tempo”!)

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Conciliazione tra lavoro e vita privata: unire l’utile al dilettevole

Per lavoro vado in trasferta circa 6 volte l’anno (con almeno una notte fuori di casa), ma assolutamente non mi lamento. Soprattutto perché avendo a casa Barbarossa che non dorme prendo questi viaggi come l’opportunità di poter dormire sei ore di fila senza interruzioni esterne.

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Perché solo 6 ore? Ovviamente perché ne approfitto per andare a correre all’alba, senza aver alcun pensiero di colazioni, vestiti o coincidenze della metropolitana. A casa sono “obbligata” a correre in pausa pranzo, la mattina presto non ce la posso fare. Oltre al nano che fa i rave notturni devo comunque alzarmi alle 6 del mattino per organizzare la giornata ed essere fuori di casa un’ora dopo (sempre con il koala da portare al nido).
Quindi, perché non approfittare della solita sveglia all’alba e ottimizzare i tempi. Andare a correre all’alba da veramente una carica diversa alla giornata e correre in posti magnifici come quelli che vedete nelle foto non può che migliorare ulteriormente l’umore. Certo, a volte mi capita una location che non è adatta alle escursioni del mattino, ma in quel caso utilizzo il tapis roulant dell’albergo, ma i casi sono molto rari. Considerando che poi ho da gestire minimo un centinaio di persone, direi che iniziare la giornata con le endorfine della corsa non è niente male!

Quindi quando si parte, anche se ho un trolley da aereo, lo carico giusto giusto con un paio di scarpette da corsa e due magliette – non si sa mai che riesco a fare doppietta!

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In queste occasioni non corro con criterio, non porto la tabella degli allenamenti. Mi preparo il percorso su internet, per controllare se sia fattibile correre dove voglio io, ma soprattutto se ci sono altri runners (sono un po’ fifona a correre da sola senza punti di riferimento) e via. Ovviamente è contemplata anche la pausa foto e l’invio immediato ai contatti per farli rosicare. Forse dovrei comprarmi un bastone da selfie come Roberta alla Wings For Life (ma credo sia scomodo correrci).

Poi un giorno, a colazione in albergo incontro un associato che mi dice: “eri tu che sgambettavi sul lungomare alle 6? Ci siamo incrociati, ma ho realizzato dopo chi eri”. Inutile dirvi che abbiamo bevuto il caffè parlando di corsa, gare e tempi (ndr fino al giorno prima ci davamo del tu e questo semplice incontro mattiniero ha cambiato il nostro rapporto).

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Devo ammettere che lo sforzo che faccio nelle settimane precedenti all’evento da organizzare viene totalmente ripagato da questi minuti solo per me: dove le gambe girano, la testa lavora e gli occhi si godono il panorama. Non è anche questo un tipo di conciliazione casa/lavoro?

 

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