Conciliazione tra lavoro e vita privata: unire l’utile al dilettevole

Per lavoro vado in trasferta circa 6 volte l’anno (con almeno una notte fuori di casa), ma assolutamente non mi lamento. Soprattutto perché avendo a casa Barbarossa che non dorme prendo questi viaggi come l’opportunità di poter dormire sei ore di fila senza interruzioni esterne.

deb1

Perché solo 6 ore? Ovviamente perché ne approfitto per andare a correre all’alba, senza aver alcun pensiero di colazioni, vestiti o coincidenze della metropolitana. A casa sono “obbligata” a correre in pausa pranzo, la mattina presto non ce la posso fare. Oltre al nano che fa i rave notturni devo comunque alzarmi alle 6 del mattino per organizzare la giornata ed essere fuori di casa un’ora dopo (sempre con il koala da portare al nido).
Quindi, perché non approfittare della solita sveglia all’alba e ottimizzare i tempi. Andare a correre all’alba da veramente una carica diversa alla giornata e correre in posti magnifici come quelli che vedete nelle foto non può che migliorare ulteriormente l’umore. Certo, a volte mi capita una location che non è adatta alle escursioni del mattino, ma in quel caso utilizzo il tapis roulant dell’albergo, ma i casi sono molto rari. Considerando che poi ho da gestire minimo un centinaio di persone, direi che iniziare la giornata con le endorfine della corsa non è niente male!

Quindi quando si parte, anche se ho un trolley da aereo, lo carico giusto giusto con un paio di scarpette da corsa e due magliette – non si sa mai che riesco a fare doppietta!

deb4

In queste occasioni non corro con criterio, non porto la tabella degli allenamenti. Mi preparo il percorso su internet, per controllare se sia fattibile correre dove voglio io, ma soprattutto se ci sono altri runners (sono un po’ fifona a correre da sola senza punti di riferimento) e via. Ovviamente è contemplata anche la pausa foto e l’invio immediato ai contatti per farli rosicare. Forse dovrei comprarmi un bastone da selfie come Roberta alla Wings For Life (ma credo sia scomodo correrci).

Poi un giorno, a colazione in albergo incontro un associato che mi dice: “eri tu che sgambettavi sul lungomare alle 6? Ci siamo incrociati, ma ho realizzato dopo chi eri”. Inutile dirvi che abbiamo bevuto il caffè parlando di corsa, gare e tempi (ndr fino al giorno prima ci davamo del tu e questo semplice incontro mattiniero ha cambiato il nostro rapporto).

deb2

Devo ammettere che lo sforzo che faccio nelle settimane precedenti all’evento da organizzare viene totalmente ripagato da questi minuti solo per me: dove le gambe girano, la testa lavora e gli occhi si godono il panorama. Non è anche questo un tipo di conciliazione casa/lavoro?

 

deborah_matta

2 pensieri su “Conciliazione tra lavoro e vita privata: unire l’utile al dilettevole

  1. io questa notte non ho chiuso occhio per problemi lavorativi….hai presente quando ti svegli alle 4 e mezza e non riesci più a chiudere occhio ? mi sono affacciato verso le cinque e un quarto alla finestra sul mio naviglio, dove mi alleno, buio pesto e ho visto uno che correva da dio….. io non riesco così presto, non ce la posso fare….. eppure prima o poi mi sa che sarò costretto…..

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...