Un papà in fuga (anche gli uomini sono matti)!

Vi presentiamo Massimo Bottelli, il blogger di Dad2Tri, un papà che ama il triatlon ed ha una fantastica bimba e si divide tra famiglia, lavoro e sport.

“Ormai sei un papà! Ad una certa età bisogna mettere la testa a posto!”. Vi suona familiare un rimprovero così? E invece ho l’impressione che più “invecchio”, più mi viene voglia di fare cose strane, di lanciarmi in nuove sfide.
Ma credo che vivere pienamente, coltivando le proprie passioni, sia il modo giusto per essere una persona migliore e, se possibile, un buon padre. Una persona che si nega la possibilità di essere se stesso sarà frustrata, piena di rancore, e di certo non darà il meglio di sé a chi gli sta intorno.
Vivo l’amore per lo sport e riporto in famiglia il benessere che questo mi regala: se fare questo significa essere matto, allora sì lo sono! E per fortuna siamo in tanti ad essere così matti! 🙂

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Com’è nata la passione per il triathlon?
Ho iniziato a fare sport da adulto: oggi ho 41 anni, ma fino a 8 anni fa ero un perfetto sedentario… e pesavo 15 kg in più! Il mio percorso sportivo, anche se è iniziato tardi, è stato molto articolato.
Dopo aver dedicato per anni tutte le mie energie prima allo studio, poi al lavoro, poi alla casa… ad un certo punto mi sentivo “vuoto” e ho deciso di darmi una scossa: mi sono iscritto così ad un corso di alpinismo e mi sono subito innamorato dello sport all’aria aperta.
Dopo 4 anni di scalate, quando è nata di mia figlia ha prevalso l’istinto di conservazione e ho preferito ritornare “ con i piedi per terra”. Ma ormai la voglia di muovermi era diventata parte di me, e non potevo accettare di tornare sedentario!
Incuriosito da alcuni amici, ho deciso di provare la corsa. Sono stato molto risoluto: ho acquistato le giuste scarpe da corsa e mi sono rivolto ad un allenatore. Cos’, dopo 5 mesi tagliavo il traguardo della mia prima mezza maratona! Da quel giorno, in due anni ho corso 18 gare podistiche.
Mentre l’amore per la corsa era all’apice, in occasione di un piccolo infortunio il fisioterapista mi ha suggerito di differenziare gli allenamenti, per rinforzare tutto il corpo e non sovraccaricare le articolazioni della gambe. La corsa infatti è molto stressante soprattutto per chi, come me, inizia in età adulta.
Così ho ripreso a nuotare: non entravo in una piscina dall’età di 10 anni! Nel frattempo, alcuni amici già triatleti hanno iniziato a “tentarmi”: sentire i loro racconti di grandi sfide e gare in località affascinanti ha stuzzicato la mia curiosità. E così, ancora una volta, mi sono lanciato con entusiasmo in una nuova avventura: decido di acquistare una bici da corsa per prepararmi al triathlon!
Oggi sono alla mia seconda stagione e penso di aver trovato lo sport più completo, divertente e entusiasmante, perfetto per chi vuole allo stesso tempo mantenersi in forma e divertirsi mentre lo fa!
Contemporaneamente alla mia scoperta del triathlon, ho creato il mio sito Dad 2 Tri (http://www.dad2tri.it) per condividere esperienze e consigli con gli altri principianti come me, con un attenzione particolare a chi inizia a fare sport da adulto, magari già con una famiglia.

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Quanto tempo ti occupa il triathlon, tra allenamenti e gare?
Io mi alleno relativamente poco: ogni settimana faccio due sessioni di corsa, una di nuoto e una di ciclismo.
Naturalmente i miei risultati in gara sono proporzionali all’impegno: non posso certo essere più veloce rispetto a chi si allena più intensamente.
Ma per me, e fortunatamente per molti triatleti, l’obiettivo è quello restare in forma e divertirsi, quindi poco importa la classifica finale delle gare: molto più importante è stare bene e godere della bellezza di fare sport in compagnia, in posti spesso magnifici.
Durante la stagione delle gare di triathlon, che va da maggio a ottobre, partecipo mediamente ad una gara al mese. Dato che le gare si svolgono spesso in belle località di mare o al lago, queste trasferte possono essere l’occasione per una gita con la famiglia.
Assistere ad una gara di triathlon è bello e avvincente anche per la famiglia che ti accompagna, e per noi atleti avere il tifo delle persone che ami è fantastico. Puoi immaginare l’emozione quando, dopo ore di fatica, arrivi al traguardo e trovi i tuoi cari che ti acclamano?

Come concili il lavoro e la famiglia con lo sport?
Ho la fortuna di potermi allenare nella corsa durante la pausa pranzo del lavoro: in questo modo non devo togliere tempo alla famiglia la sera.
L’allenamento di nuoto con la mia squadra di triathlon si svolge una sera alla settimana, e per il ciclismo faccio un’uscita breve nel weekend, di solito la mattina presto.
Amo moltissimo la mia famiglia, e non voglio essere un papà e un marito assente.
Per trovare il giusto equilibrio tra il tempo che dedico allo sport e il tempo che voglio dedicare alla famiglia, è stato fondamentale il confronto con mia moglie: quando ho iniziato a pensare di fare triathlon, le ho spiegato quale impegno questo avrebbe comportato, e insieme abbiamo concordato quanto tempo eravamo disposti a sottrarre alla famiglia.
Alla parola “rinuncia” spesso si attribuisce un valore negativo; ma la mia esperienza mi ha insegnato che, se vogliamo trovare il giusto equilibrio tra le cose che amiamo, dobbiamo accettare di non poter fare tutto: non potrò allenarmi quanto un professionista, ma accetto questa condizione senza rammarico. Al contrario, sono grato alla mia famiglia per quello che mi consente di fare.
Un aspetto fondamentale che ho imparato da questa esperienza è il concetto di reciprocità: mia moglie, prendendosi cura della famiglia nelle ore in cui mi alleno, mi dona la possibilità di fare lo sport che amo. Allo stesso modo, io le restituisco questo tempo occupandomi della casa e della nostra bimba mentre lei si dedica alle sue passioni, lo yoga e il softball.
In definitiva, il modo che ho trovato per conciliare sport e famiglia è la concordia e la reciprocità con mia moglie.

Come ti vede tua figlia e cosa pensa di questo sport? dad2tri-famiglia-04
Mia figlia ha 4 anni e mi vede fare sport da quando è nata. Non vede solo me, ma tutta la compagnia degli amici sportivi. Ha assistito a diverse gare e sa già tutto di corsa, ciclismo e nuoto.
Spesso i bambini rappresentano con il gioco le situazioni che conoscono. Recentemente ci ha stupito e divertito moltissimo quando l’abbiamo vista correre intorno al tavolo facendo ruotare le braccia sopra la testa, poi fingendo di pedalare, e infine correndo: “Papà, guarda: sto facendo triathlon!”. Puoi immaginare le nostre risate!
Un altro episodio divertentissimo è stato durante una tappa del Giro d’Italia vista in televisione. Mi ha chiesto “Papà, stanno facendo triathlon?” – “No amore, questa è una gara di ciclismo” le ho risposto. “Solo bici? ma allora non è bello!”.
E infine puoi immaginare l’espressione stupita della tavolata di parenti quando lei, piena di orgoglio, ha detto loro: “Quando sarò grande farò triathlon con papà, e arriveremo al traguardo tenendoci per mano!”. Io quasi mi commuovo!
Insomma, la nostra cucciola è affascinata da questo sport, così vario e coinvolgente, ma penso, soprattutto, dal modo gioioso e rispettoso di viverlo con la famiglia!

 

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