Weekend da PAURA!!

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Altro giro altra corsa, dal Giro da Paura alla Tre Campanili. Quello appena passato è stato un weekend intenso. Capita per mesi di non poter partecipare ad alcuna gara e poi per mistiche congiunzioni astrali mi ritrovo a poterne fare addirittura due.

11232904_1164253850257346_4285151762602248774_nLa Tre Campanili è una gara insolita e senza paragoni. E’ definita una mezza maratona ma conta qualche centinaio di metri in più e raggiunge una quota altimetrica di ben 1028 metri. E’ una gara Internazionale di corsa in montagna con terreno misto fra asfalto, sterrato, sentieri e cemento… quasi un trail direi.

Sul sito stesso la corsa viene descritta come dura, bella, affascinante e struggente. Fino a ieri mi sembravano parole buttate lì a caso e invece le ho ritrovate in quei 22km.

A Vestone in provincia di Brescia si sfiorano i 40° eppure tutti gli organizzatori sorridono e assistono i runner nei rituali di ritiro pettorale, deposito borse ed ingresso in griglia. Inno Nazionale e via si parte senza intoppi.

Si caricano le gambe con una lunga e costante salita che da 300 metri porta a quota 500 in poco più di 6km. Il sole batte sulla testa e l’afa non aiuta a respirare. Lungo un limpido torrente con incantevoli cascatine si alternano tratti in pieno sole a piccoli ritagli di piacevolissima ombra.

Attesissimo ristoro ai piedi della vera salita che non dà tregua fino al quattordicesimo chilometro: su strada inizio ad alternare camminata e corsa… poi inizia il sentiero umido e scivoloso tra terra, fango sassi e radici. Con le scarpe da trail mi sarei sentita più sicura della presa sul terreno, invece devo stare attenta ad ogni passo, tutti scivolano spesso e per fortuna ritrovano equilibrio senza cadere.

Ai lati dei sentieri gruppi di volontari e passeggiatori incoraggiano i runner applaudendo e complimentandosi per l’impresa. Nei paesini che attraversiamo c’è un vero e proprio tifo da parte degli abitanti incredibilmente gentili. Ci sono dolcissimi anziani, famiglie e bambini seduti davanti casa a salutare e ad animare il passaggio. C’è chi mette a disposizione le proprie canne d’acqua dei giardini per donare refrigerio, chi libera i runner dalle bottigliette vuote strette tra le mani nei propri cestini di casa.

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Dal decimo al picco del quattordicesimo i chilometri sembrano non finire mai. Sì, è una gara dura ma così vivace da riuscire a rendere la fatica un vero divertimento. E’ bella e affascinante per l’avvicendarsi di incantevoli paesini e fitte pinete che sorprendono con scorci di meravigliosi panorami sulla valle.

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La discesa è mista tra tratti tecnici e terribili parti in cemento. E’ difficilissimo regolare appoggio e velocità passando dalla terra morbida ai colpi secchi sulle ginocchia che dà il cemento. Sono molto più veloce e sicura rispetto ai miei precedenti trail, ho molta meno paura e in alcuni pezzi mi sembra di andar giù quasi volando sui sassi.

Ultimo chilometro in volata sull’asfalto, sfilata con giro di boa fra l’instancabile tifo del pubblico e struggente soddisfazione e felicità al meritatissimo traguardo!!

davide

Tre Campanili, dura, bella, affascinante e struggente.

jessica_matta

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