Un papà in fuga (anche gli uomini sono matti)!

Vi presentiamo Massimo Bottelli, il blogger di Dad2Tri, un papà che ama il triatlon ed ha una fantastica bimba e si divide tra famiglia, lavoro e sport.

“Ormai sei un papà! Ad una certa età bisogna mettere la testa a posto!”. Vi suona familiare un rimprovero così? E invece ho l’impressione che più “invecchio”, più mi viene voglia di fare cose strane, di lanciarmi in nuove sfide.
Ma credo che vivere pienamente, coltivando le proprie passioni, sia il modo giusto per essere una persona migliore e, se possibile, un buon padre. Una persona che si nega la possibilità di essere se stesso sarà frustrata, piena di rancore, e di certo non darà il meglio di sé a chi gli sta intorno.
Vivo l’amore per lo sport e riporto in famiglia il benessere che questo mi regala: se fare questo significa essere matto, allora sì lo sono! E per fortuna siamo in tanti ad essere così matti! 🙂

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Com’è nata la passione per il triathlon?
Ho iniziato a fare sport da adulto: oggi ho 41 anni, ma fino a 8 anni fa ero un perfetto sedentario… e pesavo 15 kg in più! Il mio percorso sportivo, anche se è iniziato tardi, è stato molto articolato.
Dopo aver dedicato per anni tutte le mie energie prima allo studio, poi al lavoro, poi alla casa… ad un certo punto mi sentivo “vuoto” e ho deciso di darmi una scossa: mi sono iscritto così ad un corso di alpinismo e mi sono subito innamorato dello sport all’aria aperta.
Dopo 4 anni di scalate, quando è nata di mia figlia ha prevalso l’istinto di conservazione e ho preferito ritornare “ con i piedi per terra”. Ma ormai la voglia di muovermi era diventata parte di me, e non potevo accettare di tornare sedentario!
Incuriosito da alcuni amici, ho deciso di provare la corsa. Sono stato molto risoluto: ho acquistato le giuste scarpe da corsa e mi sono rivolto ad un allenatore. Cos’, dopo 5 mesi tagliavo il traguardo della mia prima mezza maratona! Da quel giorno, in due anni ho corso 18 gare podistiche.
Mentre l’amore per la corsa era all’apice, in occasione di un piccolo infortunio il fisioterapista mi ha suggerito di differenziare gli allenamenti, per rinforzare tutto il corpo e non sovraccaricare le articolazioni della gambe. La corsa infatti è molto stressante soprattutto per chi, come me, inizia in età adulta.
Così ho ripreso a nuotare: non entravo in una piscina dall’età di 10 anni! Nel frattempo, alcuni amici già triatleti hanno iniziato a “tentarmi”: sentire i loro racconti di grandi sfide e gare in località affascinanti ha stuzzicato la mia curiosità. E così, ancora una volta, mi sono lanciato con entusiasmo in una nuova avventura: decido di acquistare una bici da corsa per prepararmi al triathlon!
Oggi sono alla mia seconda stagione e penso di aver trovato lo sport più completo, divertente e entusiasmante, perfetto per chi vuole allo stesso tempo mantenersi in forma e divertirsi mentre lo fa!
Contemporaneamente alla mia scoperta del triathlon, ho creato il mio sito Dad 2 Tri (http://www.dad2tri.it) per condividere esperienze e consigli con gli altri principianti come me, con un attenzione particolare a chi inizia a fare sport da adulto, magari già con una famiglia.

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Quanto tempo ti occupa il triathlon, tra allenamenti e gare?
Io mi alleno relativamente poco: ogni settimana faccio due sessioni di corsa, una di nuoto e una di ciclismo.
Naturalmente i miei risultati in gara sono proporzionali all’impegno: non posso certo essere più veloce rispetto a chi si allena più intensamente.
Ma per me, e fortunatamente per molti triatleti, l’obiettivo è quello restare in forma e divertirsi, quindi poco importa la classifica finale delle gare: molto più importante è stare bene e godere della bellezza di fare sport in compagnia, in posti spesso magnifici.
Durante la stagione delle gare di triathlon, che va da maggio a ottobre, partecipo mediamente ad una gara al mese. Dato che le gare si svolgono spesso in belle località di mare o al lago, queste trasferte possono essere l’occasione per una gita con la famiglia.
Assistere ad una gara di triathlon è bello e avvincente anche per la famiglia che ti accompagna, e per noi atleti avere il tifo delle persone che ami è fantastico. Puoi immaginare l’emozione quando, dopo ore di fatica, arrivi al traguardo e trovi i tuoi cari che ti acclamano?

Come concili il lavoro e la famiglia con lo sport?
Ho la fortuna di potermi allenare nella corsa durante la pausa pranzo del lavoro: in questo modo non devo togliere tempo alla famiglia la sera.
L’allenamento di nuoto con la mia squadra di triathlon si svolge una sera alla settimana, e per il ciclismo faccio un’uscita breve nel weekend, di solito la mattina presto.
Amo moltissimo la mia famiglia, e non voglio essere un papà e un marito assente.
Per trovare il giusto equilibrio tra il tempo che dedico allo sport e il tempo che voglio dedicare alla famiglia, è stato fondamentale il confronto con mia moglie: quando ho iniziato a pensare di fare triathlon, le ho spiegato quale impegno questo avrebbe comportato, e insieme abbiamo concordato quanto tempo eravamo disposti a sottrarre alla famiglia.
Alla parola “rinuncia” spesso si attribuisce un valore negativo; ma la mia esperienza mi ha insegnato che, se vogliamo trovare il giusto equilibrio tra le cose che amiamo, dobbiamo accettare di non poter fare tutto: non potrò allenarmi quanto un professionista, ma accetto questa condizione senza rammarico. Al contrario, sono grato alla mia famiglia per quello che mi consente di fare.
Un aspetto fondamentale che ho imparato da questa esperienza è il concetto di reciprocità: mia moglie, prendendosi cura della famiglia nelle ore in cui mi alleno, mi dona la possibilità di fare lo sport che amo. Allo stesso modo, io le restituisco questo tempo occupandomi della casa e della nostra bimba mentre lei si dedica alle sue passioni, lo yoga e il softball.
In definitiva, il modo che ho trovato per conciliare sport e famiglia è la concordia e la reciprocità con mia moglie.

Come ti vede tua figlia e cosa pensa di questo sport? dad2tri-famiglia-04
Mia figlia ha 4 anni e mi vede fare sport da quando è nata. Non vede solo me, ma tutta la compagnia degli amici sportivi. Ha assistito a diverse gare e sa già tutto di corsa, ciclismo e nuoto.
Spesso i bambini rappresentano con il gioco le situazioni che conoscono. Recentemente ci ha stupito e divertito moltissimo quando l’abbiamo vista correre intorno al tavolo facendo ruotare le braccia sopra la testa, poi fingendo di pedalare, e infine correndo: “Papà, guarda: sto facendo triathlon!”. Puoi immaginare le nostre risate!
Un altro episodio divertentissimo è stato durante una tappa del Giro d’Italia vista in televisione. Mi ha chiesto “Papà, stanno facendo triathlon?” – “No amore, questa è una gara di ciclismo” le ho risposto. “Solo bici? ma allora non è bello!”.
E infine puoi immaginare l’espressione stupita della tavolata di parenti quando lei, piena di orgoglio, ha detto loro: “Quando sarò grande farò triathlon con papà, e arriveremo al traguardo tenendoci per mano!”. Io quasi mi commuovo!
Insomma, la nostra cucciola è affascinata da questo sport, così vario e coinvolgente, ma penso, soprattutto, dal modo gioioso e rispettoso di viverlo con la famiglia!

 

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Monza Resegone… questa corsa non s’ha da fare… o forse si?!

Lei è Annalisa, una mia cara amica.

Ci siamo conosciute a Febbraio dello scorso anno ad un evento di running a Milano e grazie ad una forte passione in comune per la corsa non ci siamo più lasciate.

Parliamo di corsa pressoché sempre e ne condividiamo gioie e dolori.

Siamo alla continua ricerca di occasioni per correre insieme, abbiamo già appuntamenti per il 2016!

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Ciao a tutti/e!
innanzitutto mi presento… sono Annalisa e sono un runner da 3 anni… ho sempre un po’ corso, come attività integrante per lo sport agonistico che ho praticato per 14 anni (pattinaggio a rotelle velocità)… ma l’ho sempre vista solo come un’attività integrativa… da 3 anni invece ho scoperto la bellezza della corsa e soprattutto la bellezza e le genuinità del mondo e delle persone che ne sono coinvolte.

In questi 3 anni non ho fatto tantissime gare: 4 mezze maratone … 6-7 dieci chilometri… ma tantissime tapasciate e tantissimi allenamenti in solitaria o in compagnia (cosa che adoro!!!).
Nell’ultimo anno ho iniziato ad aumentare i km e ho iniziato anche la corsa in montagna (i cosiddetti trail!).
Ho scoperto un nuovo mondo… credo che pian piano sostituirò le corse in strada con quelle in montagna!

1 mese e mezzo fa ero del tutto ignara di cosa mi sarebbe successo di lì a poco…
Avevo il mio bel programmino di gare pronto per l’estate (10 km e qualche bel trail)… poi per caso e per fortuna ho vinto la partecipazione alla Wings For Life a Verona (tramite Karen P.Sport).

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Oltre ad avere l’opportunità di conoscere le altre componenti di Matte in Fuga (Jessica la conoscevo già da più di un anno… ), alla Wings For Life (evento bellissimo e carico di significato) ho avuto l’occasione di superare il mio record di distanza… ho corso per 28 km ad una media a cui non avrei mai pensato di poter correre (così a lungo almeno!)…
Tornata da questa bella avventura…ho postato foto e record sulla mia pagina FB… e da lì è iniziata la mia avventura attuale!

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Dopo 1 giorno mi ha contattato una ragazza conosciuta al mio primo trail. Quante coincidenze! Ci siamo trovate fianco a fianco sulla discesa finale (4 km di discesa) e ci siamo sostenute e inseguite a vicenda.. finita la gara ci siamo presentate e fatte i complimenti…
Comunque… mi stava contattando per chiedermi se volevo fare parte della loro terna per la Monza Resegone

La Monza-Resegone è una gara podistica a passo libero, notturna ed a squadre (composte da 3 atleti). La gara ha un percorso di 42 km e si svolge con qualsiasi condizione meteorologica. La gara è a tempo e risulta vincitrice la squadra che la percorre nel minor tempo in assoluto; il tempo viene calcolato sul terzo e ultimo concorrente di ciascuna squadra. (cit. Wikipedia)

thIWTIYFLCUn inciso… PER ME LA MONZA RESEGONE RAPPRESENTA “LA” CORSA… la guardavo con timore e la sognavo già da un anno… ma causa infortunio negli ultimi mesi del 2014 avevo deciso di rimandare al prossimo anno.
Mi avessero chiesto di partecipare ad una gara di 42 km con 1100 mt di dislivello solo 1 settimana prima avrei detto di no… dopo la Wings for Life invece ho iniziato a sognare… mi son presa 2 gg per decidere e alla fine ho accettato!

Eravamo al 6 Maggio e da allora è inizio il mio mese di preparazione… preparazione andata benissimo…ho modificato i miei allenamenti di qualità (seguita anche da un amico-coach!), ho pian piano aumentato i km (nel mese di Maggio ho corso ben 192 km!) e ho provato anche il percorso in salita da Calolziocorte alla Capanna!

A inizio Giugno ero felicissima e ho iniziato a sognarla anche di notte!

… e poi patatrac… una sera dopo un allenamento bello pesante sento che il dolorino (che avevo già da un po’ al polpaccio) si è fatto più intenso… risultato: contrattura!
Sono stata del tutto ferma per 7 giorni… ho visto un osteopata che mi ha raddrizzata e venerdì scorso ho riprovato a correre… risultato: fortissimi dolori al ginocchio! 

Dopo qualche giorno di riposo, ghiaccio e antiinfiammatorio, ora non ho più nessun dolore… ma è anche vero che sono del tutto ferma! Questa sera ho ancora l’osteopata per la raddrizzata finale e poi domani riproverò a correre…la prova definitiva…in base a come andrà deciderò che fare!

Inizio ad essere un po’ in ansia… oltre al fatto che dalla corsa di domani dipenderà la mia decisione… inizio a temere di aver perso tutto l’allenamento e che sia da pazzi pensare di poter guarire dall’infiammazione che avevo settimana scorsa e correre per 42 km (distanza mai corsa)!

Già avevo l’ansia e la paura di non finirla in condizione di salute normali, ora inizio a perdere un po’ la speranza… ma so che il giorno della gara ci sarà l’adrenalina, l’incitamento del pubblico, la voglia di riscatto, le amiche che corrono con me, mio marito in bici … e il mio SOGNO!

Non so cosa succederà nelle prossime ore: cosa mi dirà il mio osteopata, come andrà la corsa di prova, come andrà la gara… ma posso solo dire che se il dolore non comparirà… io in cima ci arriverò… anche strisciando!

Annalisa

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Una romana PuroSangue

Fino a 5 anni fa lavoravo insieme a Francesca, abbiamo lavorato assieme per 4 anni senza mai incontrarci: io per l’ufficio di Milano e lei per quello di Roma. Telefonate settimanali, chiacchiere e viste solo tramite Facebook. Poi scopro la sua passione per la corsa e iniziamo anche a parlere di questo e un giorno (complice una sua trasferta milanese) ci diamo appuntamento in quel di Piazza Duomo per un pranzo.

deb3Devo dire che non era come me l’aspettavo ma di più: ancora più simpatica e ancora più in sintonia. Abbiamo trascorso un’ora a ciacolare come se ci vedessimo tutti i giorni o se ci conoscessimo da una vita. In quel breve tempo mi ha raccontato un po’ di se stessa e di come si fosse appassionata alla corsa. Una storia semplice e piena d’amore, che vi presento.

Mi chiamo Francesca e sono 4 anni che corro. Si, io sono una runner, una tapasciona o taprunner che dir si voglio, ma pur sempre una runner. Nel mondo della corsa infatti non importa che tu possa vantare tempi fenomenali o da tartaruga sudata…. Sei pur sempre un runner e godi di massimo rispetto per questo. Chi mi ha contagiata? Mio marito. E’ sempre colpa dei mariti in generale ma in particolare per me avere un marito anche lui neo runner e per di più soprannominato dagli amici “il Keniano” è stato fatale! Oltre ad un marito, ho due figlie di 14 e 9 anni, la prima della quale mi ha già superata in altezza… vabbè pazienza, in effetti non ci voleva molto, ma c’è sempre la soddisfazione di sentirsi dire: “quando andate a passeggio insieme sembrate due sorelle”.

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43 anni, quasi 44, avvocato pentito, lavoro in uno studio legale piuttosto grande come para-legal. Questo mi consente di fare un part-time e di “godermi” la famiglia. Ma per riuscire ad incastrare tutto sono tra quegli strani esseri di sembianze umane che alle 6 del mattino escono di casa quando è ancora buio, con fascia in testa e scaldacollo, per girovagare corricchiando per le strade della città di Roma ancora semi deserte (già vivo a Roma ed è quasi un miracolo vederla senza auto o rumori molesti).

In verità in questi ultimi tempi la popolazione delle 6 si è incrementata in maniera esponenziale, tanto da riuscire a creare un gruppetto di matti che prima di svegliare figli per accompagnarli a scuola, preparare colazione e pranzo ed andare in ufficio, punta la sveglia alle 5.30 per una sana e liberatoria corsetta in compagnia.

Si perché il bello della corsa è anche la condivisione!

A proposito di condivisione io e mio marito da gennaio facciamo parte di una squadra molto particolare dal nome inconfondibile PUROSANGUE! E’ una squadra che nasce come costola amatoriale di una squadra di veri top runner e che unisce i campioni della corsa (i keniani quelli veri) agli amatori che popolano le tante gare della domenica (strano non ci sono solo partite di calcio!).

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In questo la nostra squadra è unica nel suo genere, in più, unisce l’amore per la corsa e la condivisione di ideali come lo sport pulito (vero elemento fondante poiché la pratica del doping purtroppo è una vera piaga!), con la solidarietà e la condivisione delle scarpe…. Scarpe? Cosa c’entrano? Ora vi spiego: chi corre sa benissimo che le proprie scarpe da running, anche se apparentemente non del tutto da buttare, hanno una durata limitata… E poi diciamolo, ci piace averne sempre di nuove, per quanto possibile. Ed allora che fare con le montagne di scarpe running che i podisti non usano più? Infondo sono state nostre compagne di fatiche. Peccato buttarle!

Da qui nasce il progetto Shoes Sharing di Purosangue. Donando le tue scarpe da running usate potrai vederle correre ancora ai piedi di un piccolo atleta africano. Non credo si possa chiedere di meglio!

Prossimo appuntamento raccolta scarpe?

A Roma:

  • Tutti i sabato mattina a Villa Ada alle 11.15 dove ci incontriamo per un allenamento di gruppo (per tutte le andature) con specialisti del running che gratuitamente ci aiuteranno nella tecnica di corsa. Ed è aperto a tutti!
  • La domenica nelle gare dove partecipiamo come campionato di squadra (le prossime saranno: GRace for the Cure, 17 maggio e Corri Roma il 20 giugno, per le altre consultate il sito della squadra amatoriale purosangueathleticsclub.com)

A Milano:

  • il 27 giugno è in programma una corsa per la città con Shoes Sharing per il quale avremo assoluto bisogno del vostro aiuto!

Nel frattempo per chi ne volesse saperne di più basta cliccare mi piace sulla pagina Facebook Purosanghe Athletics Club o connettersi al sito web del progetto www.purosangue.eu.

Buone gambe a tutti!

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Chi la dura la vince…parola di Silvana Mazzoni

La maggior parte delle Matte di cui raccontiamo la storia l’abbiamo conosciuta nel gruppo Facebook #runningformommies, un luogo di incontro e di scambio virtuale, unico e magico, per mamme che corrono (non solo dietro ai figli). Provare per credere.

Silvana Mazzoni, nel gruppo, la conoscono tutti.

Lei è una grandissima motivatrice, ha sempre tempo e voglia per un commento, per una risposta, per un incoraggiamento. Per ognuna e senza distinzioni.

Io, tanto tempo fa, sono salita in macchina e sono andata a conoscerla di persona, trovandola esattamente come me l’ero immaginata. Era appena stata operata e volevo farle sapere che, in qualche modo, le ero vicina come lei era sempre virtualmente vicina a me. Potere del web e delle belle persone.

Silvana è l’esempio vivente che volere è potere. Che chi la dura la vince. Che di fronte agli ostacoli che la vita ci mette davanti si può scegliere di lasciar perdere oppure di lottare e di raggiungere la meta che ci eravamo prefissati, cambiando solo rotta. Senza lamentarsi mai.

Aveva un sogno, ha incontrato tantissimi ostacoli, ha avuto pazienza, li ha superati uno ad uno ed è ripartita alla grande. Fino a raggiungere quel sogno.

Eccola:

“Ho iniziato a correre per ritrovare me stessa in uno spazio ed un tempo dedicato soltanto a me. Per natura ho delle difficoltà a stare ferma…infatti amo spesso ripetere che io mi riposo in movimento! Ho bisogno di fare fatica per sentirmi viva, adoro scarpinare ed arrampicare in montagna…io che solo tra i monti mi sento a casa ed invece abito nella più piatta pianura!

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Nei miei primi anni di corsa sono sempre uscita da sola, mi sono allenata con costanza perché (citando sempre me stessa) ho più testa che fisico. Dopo aver partecipato a tante gare in zona decido di osare e mi iscrivo alla mezza maratona della Stramilano nel marzo 2011. Ma esattamente una settimana prima della gara la sorte inizia ad accanirsi contro di me con una serie di problemi di salute non correlati alla corsa che mi obbligano a lunghi periodi di riposo e a due interventi chirurgici…inutile dire quanto scompenso porti tutto ciò nella mia vita. Ma la testa è dura, un po’ mi abbatto ma non penso mai di gettare la spugna. Perché impari quanto grande è la tua forza solo quando vivi una grande sofferenza. E allora avanti tutta, a testa alta nella bufera, ricomincio a camminare. Riprendo a correre pian piano fino a riuscire di nuovo a macinare km su km e a decidere di affrontare quella mezza maratona a cui non sono mai riuscita a partecipare. Naturalmente i percorsi reali sono sempre più tortuosi di quelli che noi immaginiamo, dopo mesi in ripresa mi tocca affrontare ancora un periodo buio dovuto ad una forma virale difficile da individuare e da curare. Altro stop. Riprendo e poco dopo un altro stop per un problema ad un piede mi mette ko un altro mese…Ma chi la dura la vince! Il 2015 infatti è iniziato con la tanto sognata mezza maratona di Novara.

Silvana all’arrivo della sua prima mezza a Novara

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Qui all’arrivo della sua seconda mezza a Vigevano (PV)

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Se la salute sarà dalla mia almeno per un po’ qualche altra soddisfazione voglio togliermela: sono già iscritta alla 30 km della Cortina – Dobbiaco Run di fine maggio. E se riuscirò a correre 30 km…beh, allora i 42 km di una vera maratona saranno abbastanza vicini…cosa dite?”

Da quando Silvana ha realizzato il suo sogno non si è più fermata e corre una mezza dietro l’altra, macinando km su km. con tantissimi sacrifici. Ma il sorriso nelle foto la dice lunga.

Io dico che ce la farai a correre quei 42 km.

E allora avanti tutta…parola di Silvana Mazzoni!

 

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Milano City Marathon, una staffetta di amici ai nastri di partenza

Nella settimana della Milano City Marathon, vi presentiamo la staffetta “Amici delle Matte in Fuga” che correrà con noi per Rare Partners.

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Amici che hanno accettato la sfida di condividere assieme a noi la gioia della corsa e di far beneficienza. Una staffetta eterogenea, che dà ancora più valore alla voglia di far bene per se stessi e di far del bene per gli altri.

Eccoli a voi, in ordine di partenza:

1 Nome: Samuele

 Età: 44

 Perché corri: per scaricare e ricaricare le pile e mantenermi in forma per invecchiare bene.

 Perché corri con Rare Partners: sono il marito di una delle Matte che mi ha arruolato per   questa causa mettendomi la ali ai piedi.

 

4Nome: Silvia

Età: 41

Perché corri: corro perché ci ho preso gusto! La corsa per me è una valvola di sfogo a cui non posso più rinunciare, mi porta in una dimensione solo mia, mi aiuta a riordinare le idee, mi fa scaricare la tensione e mi fa stare a contatto con la natura. La corsa mi ha insegnato che l’importante è incominciare…un passo alla volta e si arriva ovunque!

Perché corri con Rare Partners: ho conosciuto questa associazione grazie alle Matte e sono contenta di essermi fatta coinvolgere in questa avventura perché ho la possibilità di fare del bene facendo una cosa che mi piace.

 

3 Nome: Andrea

Età: 40

Perché corri: mi piace correre nella natura e liberare la mente

Perché corri con Rare Partners: perchè anche facendo semplicemente ciò che mi piace, si può dare un piccolo aiuto a chi ha bisogno

 

2Nome: Tiziana
Età: 35
Perché corri: per stare bene con me stessa e sconfiggere i miei demoni… e anche per tenermi in forma.
Perché corri per Rare Partners: perchè in un certo senso, mi riguarda da vicino e poi voglio dare il mio piccolo contributo ad una grande causa.

 

 

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La rossa che non ti aspetti

Conosco Tiziana da tantissimi anni, grazie ad un’amicizia in comune che nessuna delle due frequenta più. All’apparenza non possiamo essere più diverse, invece siamo simili anche se con due vite poco parallele.
Genovese di nascita, ma monzese di adozione, qui Tiziana ha dovuto costruirsi una nuova vita: fa il programmatore informatico, un lavoro che le dà gioie e dolori e anche parecchio stress, quindi per evitare di ammazzare qualcuno ha deciso di investire le proprie energie nello sport.

Il suo cuore sportivo si divide tra la corsa e la pole dance “ogni volta che racconto di questa mia passione, le persone mi immaginano mezza nuda con dei maschioni intorno che mi infilano i dollarini nel perizoma… invece quella è la Lap Dance in traduzione dall’ inglese significa (coscia) un tipo di danza dove la donna scende dal palcoscenico esibendosi sopra le gambe della persona seduta. Per fare la lap dance non c’è bisogno di avere una pertica. Mentre la Pole Dance è la danza con il palo dove la ballerina può esercitare una seria di acrobazie spettacolari“.

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In realtà, dietro a tutta questa leggerezza, c’è un allenamento intenso, tanto sudore, strati di pelle lasciati sul palo e lividi, tanto cari a noi pole dancer perchè rappresentano un traguardo raggiunto!
A causa di un infortunio ai polsi Tiziana ha momentaneamente abbandonato gli allenamenti dal Pole Dancer ed ha scoperto la corsa.
Io odiavo correre, avrei preferito farmi una giornata in miniera piuttosto che 10 min di riscaldamento… ma poi.. dopo aver smesso di fumare, ho preso parecchi Kg e questo non mi faceva stare bene e più cercavo ossessionatamente di dimagrire e più fallivo e più diventavo nervosa e arrabbiata col mondo, insomma, il cane che si morde la coda. Finchè un bel giorno, mi sono decisa ad iniziare a correre, un po’ come ultima spiaggia ma l’ho fatto principalmente per sconfiggere i miei demoni senza pensare alla linea. Ho iniziato piano piano e senza manco accorgermene, mi sono trovata a correre mezz’ora di fila e non mi sembrava vero!
Più facevo progressi (e km ) e più il mio umore migliorava e mi sentivo di nuovo bene con me stessa. Infatti la cosa bella della corsa è che devi fare andare solo le gambe e tu hai tutto il tempo di pensare ai problemi che reputi “insormontabili” che si rimpiccioliscono man mano che si fanno km, per poi sparire a fine corsa.

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Abbiamo iniziato assieme la sua prima gara: la Strawoman di Monza del 2013, poi quella del 2014 e la Babbo Running per poi passare da 5 a 10 km in poco più di 2 mesi in previsione della prossima Milano City Marathon, che correrà in una staffetta amica delle Matte In Fuga, per beneficienza con per Rare Partners.
Il suo futuro? “Spero di riprendere la pole dance, anche per accontentare il mio lato esibizionista, e poi di continuare con la corsa perché mi fa stare bene, magari arriverò pure io a fare la maratona, chissà…

Attenzione: Matta contagiosa!

La Matta in oggetto si chiama Manuela Giorgi ed è, a dir poco, un vulcano in eruzione, energia pura,  passione…attenzione perché è contagiosa!

Per raccontare Manuela un post non è sufficiente: ci vorrebbe…un’enciclopedia!

Mi ha inviato così tanto materiale e mi ha dato così tanta fiducia che mi ha lasciato senza parole, quindi vi riporto “tutte d’un fiato” le sue:

“Sono due anni che corro e grazie alla corsa è cambiato il mio stile di vita e anche un po’ il mio carattere. Dopo aver fatto tre figli ed essermi dedicata totalmente a loro, ho deciso di riprendere in mano la mia vita e di dedicarmi un po’ a me stessa e così ho iniziato una dieta per buttare giù i kg accumulati durante le mie tre gravidanze e ho iniziato a camminare. Successivamente, quasi per gioco, ho iniziato a correre e da quel momento non ho più smesso. Faccio cinque allenamenti alla settimana (compreso un “lungo” alla domenica) e ho iniziato a fare parecchie gare. La mia prima maratona è stata quella di New York nel 2013 che ho fatto per festeggiare i miei 40 anni. Successivamente ho fatto le maratone di Roma, Berlino, Valencia, Firenze, Napoli e Barcellona). Poi ho fatto 15 mezze maratone, la Cortina-Dobbiaco di 30 km, il trial del Monte Rosa e altre numerose gare da 10/12 km. Non credo di aver fatto niente di speciale, tanto allenamento e costanza e una buona dose di testardaggine: questi sono i miei segreti. Alla base di tutto un marito che ha condiviso con me questa mia nuova passione”.

La sua è una storia di una semplicità disarmante, ma ha dell’incredibile.

Non crede di aver fatto nulla di speciale?

Io credo proprio di sì. Sei un esempio da seguire Manuela! Ci dimostri che con la costanza e una buona dose di testardaggine possiamo arrivare ovunque, possiamo creare uno stile di vita sano che faccia bene a tutta la famiglia. Possiamo dimostrare che anche le mamme che si sono dedicate ai figli per anni hanno qualità da vendere. Hai dato un senso alla frase “volere è potere”. Grazie.

 

All’arrivo della sua prima Maratona a New York nel 2013

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 Bellissima durante la Mezza del Garda a novembre del 2014

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Felicità allo stato pure alla Mezza di Tromso in Norvegia all’interno del Circolo Polare Artico il 21 Giugno del 2014

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Vicinissima al traguardo alla Maratona di Roma il 22 Marzo del 2014

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Maratona di Valencia 15 Novembre 2014

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