Trail Monte Soglio 35km 2000 m D+

Trail del Monte Soglio

Sabato 30 Maggio ho partecipato al trail del Monte Soglio correndo il “Gir Cùrt”.

A dispetto del nome il Gir Cùrt conta ben 35 km per 2000 metri di dislivello.

Sono arrivata alla partenza davvero stanca, ma felice e con tanta voglia di scaricare le tensioni degli ultimi giorni. Nelle due settimane precedenti al trail purtroppo non mi sono allenata bene a causa dell’influenza e di una serie di difficoltosi impegni.

4Via! Si parte su strada e senza nemmeno spezzare il fiato ci si ritrova nei boschi, con il cuore che scalpita nella vegetazione più fitta. Erte salite che a guardare avanti sembrano muri erbosi da scalare ed ardue discese quasi a provare la sensazione del vuoto.

Man mano che si sale i trailer si distaccano l’uno dall’altro fino a non vedersi nemmeno più. In cima la visibilità è ridotta a pochi metri a causa della nebbia. Fortunatamente le indicazioni sono posizionate perfettamente ogni “oddio mi sono persa”!!

Ho corso su prato, sterrato, sentieri rocciosi e fra conifere e faggeti. Gradini, gradoni, radure e ponticelli. Numerosi “tratti tecnici”, così si chiamano nel trail, “adatti agli escursionisti” ho letto sul regolamento. Ho attraversato un torrente correndo su un ponte composto da una grande roccia e costeggiato pascoli di mucche bianche. Mi son chiesta più e più volte se quel meraviglioso percorso fosse davvero naturale. Per me che ho sempre vissuto in città catapultarmi così nei boschi non può che farmi tornare alla mente Heidi. Al rintocco dei campanacci delle mucche nei miei pensieri parte la sigla che lungo il percorso ho canticchiato spesso.

La mia gara prevede il picco più alto proprio a metà del cammino, al Pian di Bensi. Da lì inizia la discesa più lunga, difficile e impegnativa. In cima mi sorprende il silenzio. Mi fermo qualche minuto per stringere le scarpe prima di proseguire e guardo i banchi di nebbia gelida spostarsi nella valle.

Nebbia Nebbia

Ho visto di quelle baite da favola, costruite con grandi pietre bianche e tetti di ardesia, con cataste di legno e fontanelle d’acqua fresca. Alcune baite diroccate, altre molto curate.

Un “leggero” affaticamento al 21esimo chilometro, superato quando, attraversando un piccolo gruppo di villette, una signora da un giardino mi saluta a voce alta e si preoccupa per me chiedendo se son sola!! E io sorridendo “Sì Signora sto partecipando al trail!!”

Più volte nel percorso ho incontrato le indicazioni verso il nulla… avete presente quando il navigatore dell’auto indica di svoltare così a caso verso strade inesistenti? Ecco, stessa sensazione…. una volta ho anche pensato fosse uno scherzo fino a quando non mi sono praticamente affacciata e ho notato giù in fondo altri segni del tragitto. Per salire e scendere ho usato ogni parte del corpo aggrappandomi all’erba e abbracciando alberi. Quel che inizialmente pensavo fosse solo dolore alla milza ho poi capito che era l’addominale in tensione per ore.

E’ stato fisicamente faticoso, ma psicologicamente ho dosato così tanto le energie che sono arrivata al traguardo ancora una volta con la sensazione del “beh, tutto qui?“. Non è la prima volta che mi succede… alla prossima occasione vorrei osare di più. Più chilometri e meno timori.

Anche l'intervista finale!!

jessica_matta

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Sarnico Lovere Run, 26km di emozioni

ArcoOrganizzazione perfetta quella della Sarnico Lovere, sotto ogni punto di vista. Ritiro pettorali, borse, palestra, docce, persino il pass per il parcheggio!!

Sono carica, non ho seguito una preparazione dedicata per questa gara ma sono allenata sulle lunghe distanze e quel traguardo so che lo raggiungerò. Voglio solo vivere intensamente questa giornata, sono felice di rivedere i miei amici di corsa che diventano sempre di più amici di vita.

Baci, abbracci, sguardi di intesa e pacche di incoraggiamento. Finalmente assegno un volto a quei nickname di Twitter con cui condivido ogni passo di corsa… che gioia e che sorpresa scoprirsi così simili.

C’è allegria nell’aria e anche se pioviggina il panorama meraviglioso del lago d’Iseo e l’energia dei runner in pre-gara rende tutto frizzante.

Entro in griglia, con quel pizzico di orgoglio per quei soli 3 minuti che mi consentono di accedere alla seconda batteria… e con qualche briciola di imbarazzo quando i runner forti mi guardano con quell’aria tra il curioso e il perplesso…

Matte in fugaVedo in lontananza l’arco della partenza, AMO questo momento, sono euforica e poco importa come andrà perché già ad essere qui in questo momento mi sento vincente. E’ una passione tanto sana quanto divertente. Penso ai miei bimbi a cui porterò la medaglia e mi accoglieranno a casa saltandomi al collo convinti della mia vittoria. Foto e saluto di rito alle mie amiche matte e via si parte!

Sono carica, viaggio veloce, sono sempre sotto i 5min/km e so che devo rallentare altrimenti non supero i 10km. Durante la corsa scambio qualche battuta con altri runner, talmente travolgenti che mi sento quasi spinta, anche se sono le mie gambe a correre… inizio a credere che potrei portare qualche bella soddisfazione a casa.

Alla prima galleria però una brutta sorpresa, il buio totale.

Mi sento soffocare, è come se le pareti si fossero strette intorno a me. Senza rendermene conto rallento fino quasi a fermarmi e non vedo né sento più nulla se non il respiro delle centinaia di persone nel tunnel. Non sento né passi né parole, sento solo il mio affanno che diventa quasi assordante da voler tappare le orecchie. Non ho più nessun riferimento, credo di provare profonda paura e sento le lacrime scendere lungo le guance. E’ la prima volta che provo queste emozioni, non mi capita tutti i giorni di trovarmi in questa situazione… Fortunatamente il panico non prende completamente il sopravvento e riesco a rendermi conto del pericolo dei runner che potrebbero venirmi addosso o colpirmi, non so nemmeno più se sto andando dritta o contro il muro. Allungo una mano chiedendo aiuto e trovo quella di Sergio. Non ci conosciamo, nessuno ha mai visto il volto dell’altro. Lui forse si rende conto di quello che mi sta succedendo, mi parla serenamente e riesco a calmarmi, a correre e a riprendere velocità. Abbiamo lo stesso passo. Per centinaia di metri stritolo la sua mano sentendo solo la sua voce e il battito folle del mio cuore. Non ho indossato il cardio altrimenti avrei il grafico della paura.

Lago d'IseoAlla fine della galleria vedo finalmente il viso di Sergio, che so che non dimenticherò mai più.

Tu piccolo uomo che decidi di tagliare i cavi della corrente perché la corsa, per chissà per quale motivo, non è di tuo gradimento, vorrei farti sapere che ho affrontato anche la seconda galleria che hai sabotato.

Chissà cosa hai provato quando hai visto tremila runner oltrepassare il tunnel. Pensavi di fermarci? Pensavi annullassero la gara? Il tuo gesto ignobile è stato inutile, non ha fermato proprio nessuno.

La prossima volta prova a metterci la faccia e a cercare un confronto. Magari hai delle ragioni valide (dubito)… prova ad esporle. Non solo sono arrivata al traguardo, ma ci sono arrivata segnando quattro personal best!

Ci vediamo il prossimo anno sulla linea di partenza della Sarnico Lovere. Chissà mai che invece di tagliare cavi tu decida di iniziare a correre! Jessica jessica_matta