La rossa che non ti aspetti

Conosco Tiziana da tantissimi anni, grazie ad un’amicizia in comune che nessuna delle due frequenta più. All’apparenza non possiamo essere più diverse, invece siamo simili anche se con due vite poco parallele.
Genovese di nascita, ma monzese di adozione, qui Tiziana ha dovuto costruirsi una nuova vita: fa il programmatore informatico, un lavoro che le dà gioie e dolori e anche parecchio stress, quindi per evitare di ammazzare qualcuno ha deciso di investire le proprie energie nello sport.

Il suo cuore sportivo si divide tra la corsa e la pole dance “ogni volta che racconto di questa mia passione, le persone mi immaginano mezza nuda con dei maschioni intorno che mi infilano i dollarini nel perizoma… invece quella è la Lap Dance in traduzione dall’ inglese significa (coscia) un tipo di danza dove la donna scende dal palcoscenico esibendosi sopra le gambe della persona seduta. Per fare la lap dance non c’è bisogno di avere una pertica. Mentre la Pole Dance è la danza con il palo dove la ballerina può esercitare una seria di acrobazie spettacolari“.

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In realtà, dietro a tutta questa leggerezza, c’è un allenamento intenso, tanto sudore, strati di pelle lasciati sul palo e lividi, tanto cari a noi pole dancer perchè rappresentano un traguardo raggiunto!
A causa di un infortunio ai polsi Tiziana ha momentaneamente abbandonato gli allenamenti dal Pole Dancer ed ha scoperto la corsa.
Io odiavo correre, avrei preferito farmi una giornata in miniera piuttosto che 10 min di riscaldamento… ma poi.. dopo aver smesso di fumare, ho preso parecchi Kg e questo non mi faceva stare bene e più cercavo ossessionatamente di dimagrire e più fallivo e più diventavo nervosa e arrabbiata col mondo, insomma, il cane che si morde la coda. Finchè un bel giorno, mi sono decisa ad iniziare a correre, un po’ come ultima spiaggia ma l’ho fatto principalmente per sconfiggere i miei demoni senza pensare alla linea. Ho iniziato piano piano e senza manco accorgermene, mi sono trovata a correre mezz’ora di fila e non mi sembrava vero!
Più facevo progressi (e km ) e più il mio umore migliorava e mi sentivo di nuovo bene con me stessa. Infatti la cosa bella della corsa è che devi fare andare solo le gambe e tu hai tutto il tempo di pensare ai problemi che reputi “insormontabili” che si rimpiccioliscono man mano che si fanno km, per poi sparire a fine corsa.

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Abbiamo iniziato assieme la sua prima gara: la Strawoman di Monza del 2013, poi quella del 2014 e la Babbo Running per poi passare da 5 a 10 km in poco più di 2 mesi in previsione della prossima Milano City Marathon, che correrà in una staffetta amica delle Matte In Fuga, per beneficienza con per Rare Partners.
Il suo futuro? “Spero di riprendere la pole dance, anche per accontentare il mio lato esibizionista, e poi di continuare con la corsa perché mi fa stare bene, magari arriverò pure io a fare la maratona, chissà…