Maratona di Roma

Chiudo gli occhi e vedo scorrere le immagini della Maratona di Roma, rivivo le stesse emozioni e ho ancora il sorriso impresso sul mio viso al traguardo.

Ho trattenuto le lacrime a stento per l’ultimo chilometro e sono esplosa in un pianto di gioia per quello successivo al varco, con lacrimoni di felicità, sollievo e grande soddisfazione.

Non riesco a raccontare solo la Maratona perché è stato un weekend intenso in cui ho conosciuto delle persone meravigliose e che hanno reso perfetto ogni istante. Da tempo su Twitter ero entrata in un gruppo di runner che si preparavano come me per la Maratona di Roma e con alcuni ci eravamo sentiti per organizzare un pranzo insieme. Da perfetti sconosciuti con in comune la passione per la corsa, ad amici veri e propri che fra una cacio e pepe e un’amatriciana si danno appuntamenti per le prossime avventure. Con Marco il desiderio di correre insieme perché i nostri allenamenti sono allineati, con Daniele che parla della Maratona e insieme ci commuoviamo, con Gian Carlo che conosce il percorso a memoria e mi dà delle dritte sui punti più difficili.

La sera a cena con il Team Spartans, c’è il coach che è venuto a Roma solo per fare il tifo ai suoi atleti, il Presidente e finalmente associo un volto e una voce ai nomi dei componenti della squadra. Carbo loading completato e a nanna presto anche se prima di mezzanotte non si chiude occhio.

IMG_20150322_194429Il giorno prima rincuoro la mia amica Giorgia che mi avverte che potrei vederla piangere al risveglio… poi la mattina sono io a piangere ed è lei a dirmi di respirare.

Mi sento uno scricciolo, ho davanti un’impresa colossale da affrontare, lo so che l’ho voluto io e lo desidero con tutta me stessa… mi sono preparata bene per mesi e quella medaglia merito di averla. Però 42km sono tanti! Il solo pensiero di doverli fare in macchina di solito mi stanca mentre oggi li devo fare con le mie gambe!

Arrivo alla partenza, sono con Marco. Quando passiamo sotto al varco i Top Runner sono partiti già da una decina di minuti. Partiamo dall’ultima griglia e abbiamo davanti circa 15 mila runner. Superiamo i palloncini delle 4 ore e 15, poi quelli delle 4 ore. Corsa gestita benissimo e in progressione. A fasi alterne uno dei due accelera il passo e l’altro funge da freno. I passaggi sul Tevere danno una carica pazzesca ed è impossibile non farsi prendere dalla smania di correre senza controllo. Al 12° km Daniele ci affianca e ci scorta fino al 17°. Ci carica con i suoi “daje ragà”, “vai Marco e Jessica”, che poi Jessica pronunciato da un romano è tutta un’altra cosa e mi gasa da impazzire. Con lui le gambe sono leggere, lui si commuove e il mio cuore scoppia di gioia. Al 18° km il suggestivo passaggio davanti a Piazza San Pietro ed è preghiera. Come prima, come dopo, ma lì è più forte. Raggiungo la mezza maratona e ho davanti altri 21km e qualche metro. Continuo i miei calcoli su quanto km mancano alla fine, quando corro conto in continuazione.  Voglio gestirla fino ai 35 e poi tirare se ne ho. Dai 33 tutta dritta lungo il Tevere fino ai 37. Al 34° la mia amica Giulia mi affianca in bici e mi incita per qualche centinaio di metri, fino a quando iniziano i sottopassaggi e ci perdiamo. Lei però riesce magicamente ad individuarmi da sopra un ponte e mi scatta questa foto stupenda, un regalo meraviglioso.

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Il passaggio in Piazza Navona è elettrizzante e le gambe vogliono il traguardo, raggiungo i 4’40” superando la media con Marco dei 5’20” e dimenticando quella stabilita con il coach a 5’38”. Il mio grillo parlante mi ricorda che la Maratona finisce solo ai 42… io ci voglio arrivare e riprendo il passo senza spingere.

Ai 36 nessuna traccia del muro, ai 38 nemmeno, temo il suo arrivo, lo aspetto come una batosta nello stomaco o una legnata sulle ginocchia, ma niente, niente di niente! Ottimizzo i miei movimenti, respiro come mi ha insegnato il mio terapista, curo l’appoggio come dice GMP degli Spartans, a volte mi sembra di correre sull’ovatta.

I Romani sono fantastici e il tifo lo fanno sul serio con tanto di cartelli “Ma chi te l’ha fatto fa”, “Daje”, “Ce la poi fà”. Applaudono, urlano i nomi sui pettorali o quelli delle podistiche che leggono sulle maglie, mi dicono che sono brava.

In piazza di Spagna altra esaltazione da tenere a freno per la salita finale, ma appena vedo l’ultima curva su Via dei Fori Imperiali tolgo i freni, vado in iperventilazione e le lacrime scendono finalmente libere.

Telefono immediatamente a casa e piango più forte sentendo la voce dei miei bambini e di mio marito, mi sento mancare l’ossigeno, sono felicissima. Ho scritto i loro nomignoli sul dorso della mia mano per baciarli nei momenti di difficoltà. La gara è per loro, perché possano superare ogni giorno senza paura.

Abbraccio Marco, abbiamo corso insieme fino alla fine. Ho condiviso con lui emozioni profondissime pur in quelle poche parole che ci siamo scambiati lungo il percorso. Selfie a manetta per i nostri amici di RunLovers e per quelli di Twitter.

Abbraccio il coach Torre che mi dice che tremo e che ho le labbra blu. Io son talmente euforica che non me ne accorgo e lui mi copre con la sua giacca. Un abbraccio al Presidente e poi di corsa in hotel.

Sul treno di ritorno scopro che le mie amiche Matte in fuga hanno seguito tutta la mattina ogni mio passo controllando i parziali in tempo reale. Sono senza parole. Qui ci vogliamo bene.

#matteinfuga a Roma, missione Maratona…. completata!

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10 giorni alla Maratona di Roma

Da oggi inizia il countdown alla mia prima maratona. Mancano solo 10 giorni.

Questo periodo di preparazione mi mancherà lo so. Domenica scorsa ho fatto l’ultimo lungo e ora che si va in discesa ho già nostalgia della fase di carico.

E’ stata dura incastrare tutti gli allenamenti nelle mie intense giornate, ma ci sono riuscita.

Ho vissuto profondamente ogni sfida che mi ha teso “la tabella” e la preparazione mi ha riservato tante sorprese: mi ha regalato il PB sulla 10km e sulla mezza maratona. Così… da sola in allenamento, non in gara! Questo mi fa sperare che ci sia ancora del margine di miglioramento.

Ora di sfida ne è rimasta solo una, l’ultima, l’obiettivo di tanti mesi di preparazione. Solo quattro mesi di allenamento dedicato ma ben di più per pianificare questa avventura.

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Sono appena entrata nella fase di defaticamento, sono concentrata e man mano che il gran giorno si avvicina, stranamente, sono più serena… ma curiosa!

Dicono che fra il 30esimo e il 35esimo chilometro si presenti il cosiddetto “muro della maratona”… un momento difficile da superare, un crollo fisico dovuto ad un calo energetico.

Il mio allenamento più lungo è stato da 34 km. Come da manuale ho provato gli integratori che userò in gara e non ho particolarmente sofferto o avvertito un preciso momento di cedimento. Da qui la curiosità di scoprire cosa c’è dopo i 34km…

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Avevo tanti dubbi inizialmente sulla reale possibilità di finire una maratona. La volontà c’è sempre stata, ma non basta. Ora che ho fatto tutto quello che c’è in tabella sono più fiduciosa.

Il 23 Marzo vi racconterò, stay tuned!

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