Ciao, che fate?

Passate bene le vacanze? Tornati carichi per un autunno pieno di impegni podistici e non?

Ebbene, dopo le vacanze di Barbara raccontate su Endu eccovi le mie: tre settimane al mare e da sola con Attila e Barbarossa.

In luglio i santi nonni hanno portato con loro al mare i nanetti, permettendoci di non iscriverli a nessun centro estivo e beneficiando dell’aria marina. Quindi, per quel mese (nonostante il caldo africano che attanagliava Milano) ci ho picchiato duro con la corsa, in previsione anche di un agosto magro di attività fisica vera e propria.

Prima di partire per raggiungere la prole però ho pianificato un piano d’azione che non prevedeva che io poltrissi tra lettino da spiaggia e mare. Mi sono organizzata ed ho portato un materassino da ginnastica (comunque abbigliamento e scarpe da corsa – non si sa mai) ed ho scaricato alcune app per ipad che mi permettevano di fare ginnastica in casa tutti i giorni ad alto impatto. Almeno mantenevo il tono muscolare e un pochino di cardio.

Ho anche scoperto una bellissima iniziativa di #instagrammiamocaorle tutta gratuita che mi permetteva di fare una gita in bicicletta con i bambini per le zone meno conosciute di Caorle. 12 km di divertimento insieme ad altre famiglie e un viaggio che mi ha portato a scoprire degli angoli poco conosciuti della laguna, seguito da un gustoso aperitivo. E per una mamma #almaredasolaconduefiglipiccoli era una manna dal cielo!

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Quindi non avendo la corsa come valvola di sfogo mi sono dopata di addominali, crunch, push up, squat. Un’ora al giorno in cui allenavo i muscoli e la mente. Cavoli, mi trovo un corpo un po’ più tonico e un pochino asciugato. Poi con l’abbronzatura sto benissimo. Mi sono fatta anche le unghie fucsia per darmi ancora più grinta.

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Al mio rientro a casa di sabato già pregustavo l’uscita della domenica mattina… ma niente, quel giorno mi sono girata dall’altra parte a dormire. Il lunedì pure e martedì mi hanno sbattuta fuori di casa a correre. Mica si può dormire all’umido qui, avevo in ballo l’iscrizione alla Mezza di Monza del 13 settembre e il mister reclamava i chilometri nelle mie gambe. L’ultima settimana di agosto ricomincio a correre e sorprendentemente corro più veloce di luglio. Viaggio bene il martedì ed esco a correre anche il venerdì. La domenica provo i 10km e li faccio tutti d’un fiato. Allora forse staccare la spina dalla corsa e dedicarmi al potenziamento non è stato totalmente sbagliato.

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La prima settimana di settembre devo macinare strada e in tre giorni faccio 20km per poi il lungo della domenica. Vado, corro… è dall’infortunio di marzo che non vedo questi numeri sull’orologio e la mia autostima cresce.

Ora ci siamo, domenica è la giornata della gara. Credo di affrontarla meglio a livello fisico della mezza di Milano Marittima e più consapevole di quanto sia ostico il percorso rispetto alla Stramilano.

Comunque vada, sarà sicuramente un successo: Mezza di Monza, yes I can.

Marathon des Alpes, presto ci incontreremo!

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La corsa è condivisione

Per lavoro ero a Milano Marittima la scorsa settimana ed ho guardato dove avrei potuto correre scoprendo che la domenica della mia partenza ci sarebbe stata una 21km (ma anche una 10, a dir la verità) organizzata da Running In.

Ebbene, nonostante la scarsissima preparazione decido di iscrivermi. Il mister mi aveva suggerito di mettere km nelle gambe prima dell’estate e del caldo che mi avrebbe sgonfiato ogni velocità. Quindi prendo il coraggio a due mani e vado, ignara del percorso.

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Scopro che ci sarà una ragazza che conosco e la contatto per salutarci prima della partenza. Un saluto veloce, una foto e via, si parte. Una bella iniezione di fiducia.

I primi chilometri sono molto faticosi, fa caldo e all’inizio si corre pure sulla battigia… sto pensando di fare i 10km al posto della mezza.

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Poi invece rallento il passo e mi accodo ad una ragazza che sembra avere il mio stesso passo, peccato che verso il settimo la perdo perché devo fare una pausa 🙂 Al nono chilometro c’è la deviazione tanto aspettata, ma decido che tiro dritto (non so perché) e mi si avvicina Rita (una sconosciuta che mi accompagnerà per i restanti 11 chilometri).

Chiacchieriamo poco, ma siamo sempre fianco a fianco, anche nei ristori e anche nel tracciato più difficile quando una o l’altra sembra cedere.

A 4km dalla fine vengo intercettata dall’altra parte del canale da Carolina, che urla il mio nome e mi sprona ad aumentare il passo… si girano tutti perché le rispondo anche io dall’altra parte.

A poco più di un chilometro dalla fine vengo raggiunta da un gruppetto di due ragazze e un amico che mi dicono “Deborah (ho il nome sulla maglietta) non diminuire il passo che sono 8 km che ti stiamo dietro, sei il nostro target. Andiamo fino alla fine assieme

Finiamo tutte assieme, e ci abbracciamo come bambine. Nessun orologio che ci correva dietro, solo la voglia di finire. E ce l’ho fatta. Questa volta le gambe hanno vinto sulla testa e ho portato a casa la gara.

Al ristoro incontro nuovamente Carolina, che mi ha aspettata per salutarmi e farci assieme una foto post gara (impietosa) e trotterello verso l’albergo.

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Sono contenta, perché nonostante si dica che la corsa è uno sport molto solitario e di introspezione oggi ho avuto la sensazione di essere circondata da persone che come me avevano “bisogno” di una spalla e condividere la fatica e la gioia.

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