Quello che le Runners non dicono (astenersi permalosi)

In giro, durante le gare o le corsette nei parchi si vedono magliette di ogni tipo, dalle più curiose a quelle un po’ denigratorie – ma pur sempre, a mio avviso, simpatiche. Perché lo sport si pratica seriamente, ma l’atto pratico deve essere anche un divertimento.

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Ma vogliamo invece parlare di cosa pensano e dicono le donne quando si trovano in branco nello spogliatoio o durante le corse (per non parlare delle chat – ma qui si apre un mondo parallelo)?

Beh certo, si parla di attualità inteso come l’ultima puntata del Trono di Spade e delle bellezza di protagonisti (ops dei luoghi dove sono state girate le scene), della famiglia e degli adorati figli che ti fanno fare le figure di palta in giro per negozi o che non vanno bene a scuola oppure del lavoro che ci dà tante soddisfazioni e che ci fa conciliare benissimo le attività fuori ufficio.

Tante belle parole, ma soprattutto si parla di loro: di quelle bellissime ragazze che dividono lo spogliatoio insieme a noi. Che pur sempre belle, ma riusciamo a scovare la cellulite oppure la ricrescita e, se non hanno neppure quello, allora sono lente come dei bradipi che anche a passeggiare le sorpassi. Insomma, tanta sana invidia.

Si, facciamo anche noi i paragoni – mica solo i maschietti. Guardiamo bene le forme e se quando si spogliano indossano il push up anche per correre, ma poi sotto la doccia hanno una Prima scarsa. Siamo tremende, non c’è paragone tra i nostri discorsi e le magliette che indossano gli uomini.deb2

E poi quando siamo in gara e ne vedi una davanti? Uuuu che voglia di sverniciarla e passare davanti con un sorrisetto per poi chiacchierare con l’amica della faccia che aveva. Magari ha un bel fisico, ma una faccia da racchia, tipo il detto “dietro liceo, davanti museo”!

E quando invece incrociamo gli ometti?!? Anche lì non stai nella pelle a commentare. Ne vedi uno che arranca davanti a te e lo sorpassi tronfia e felice, manco ci fossero i saldi al 70%. Ne vedi un gruppetto da lontano niente male e cerchi di avvicinarti il più possibile per vedere meglio, ma poi non sorpassi perché hai il timore dei commenti – oppure se sei estremamente figa sorpassi e sogghigni.

Insomma tante differenze tra maschi e femmine non ce ne sono, come non esistono gli unicorni.

Quindi, cari maschietti state attenti a quello che dite, perché potreste essere ripagati con la stessa moneta e care strafighissime non prendetevela: siete comunque ammirate e invidiate dalle donne.

La morale alla fine è una sola ed è unisex: cerchiamo di essere meno velenose nei nostri commenti perchè anche io con il mio culone e la mia cellulite posso sverniciarti oppure la strafiga di turno si fa un mazzo tanto per essere così e magari è solamente timida e non parla con nessuno, non se la sta tirando.

Non ne siete convinti? Eccovi un breve filmato di Nike https://www.facebook.com/NikeWomenItalia/videos/912965852092868/?fref=nf

PS:!ringrazio MGM Promo per l’utilizzo della sua foto scattata per la realizzazione delle maglie alla nostra amica Roberta.
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Fenomenologia (semiseria) dei saluti fra runner

Ho iniziato a correre da poco più di un anno e spesso faccio ancora fatica a definirmi, o addirittura sentirmi, una runner. Sarà perchè sia le mie distanze che i miei risultati sono ancora tutt’altro che eclatanti, sarà perchè sto appena cominciando ad acquistare tutta l’attrezzatura da ‘vero runner’ (orologio con gps, scarpe e abbigliamento tecnico di una certa serietà), sarà perchè ancora non ho fatto mia una certa terminogia che sento sempre utilizzare (certi termini come ‘fartlek’ ancora mi suonano misteriosi e mi ricordano più il nome di un piatto di polpette Ikea piuttosto che quello di un di tipo di allenamento cardiovascolare!)…insomma, saranno tutti questi motivi assieme, ma spesso in mezzo ai runner mi sento un po’ un pesce fuor d’acqua e durante certi loro discorsi mi nascono mille domande o dubbi che a volte tengo solo per me, per una sorta di pudore e di vergogna di poter essere poi guardata come una pazza. (Credetemi, capita davvero!)

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Una delle cose che mi ha sempre incuriosito ad esempio (e che per un po’ non ho mai osato chiedere a nessuno) è se esista una sorta di saluto tra i runner: un po’ come quando due motociclisti si incontrano e si fanno quel loro particolare gesto, a riconoscere in qualche modo il fatto di far tutti parte di una stessa ‘tribù’, di una stessa famiglia. E’ un linguaggio non scritto, sono convenzioni che magari cambiano da paese a paese e molto spesso anche tra motociclisti con moto differenti (il più diffuso sono le dita della mano sinistra in segno di vittoria, messa di lato). Insomma, avvicinandomi timidamente al mondo della corsa mi sono subito chiesta se esistesse anche per i runner una sorta di codice ‘segreto’ per salutarsi e riconoscersi in mezzo alla gente: ho scoperto che non esiste un vero e proprio saluto (anche se i veri runner in qualche modo si riconoscono lo stesso!), ma nelle mie corse, mentre cerco di non pensare alla fatica e di arrivare fino in fondo senza stramazzare, ho notato che esistono diverse tipologie di runner con tipologie di saluti diversi.

Ho quindi elaborato nel tempo una mia piccola personalissima e semiseria FENOMELOGIA del saluto fra runner.

1- IL CORDIALE: E’ quello che saluta sempre. Non appena ti avvista da lontano comincia a sorriderti e quando lo incroci ti sembra quasi di aver incontrato un vecchio amico per la quantità di sorrisi e gesti con la mano che dispensa. Tant’è che a volte ti viene anche il dubbio di aver veramente incontrato qualcuno che conosci e di non averlo semplicemente riconosciuto tu.

2- LO SFUGGENTE: E’ l’opposto del runner cordiale: non saluta mai, nè un cenno con la testa, nè tantomeno un gesto con la mano. Se per sbaglio incroci il suo sguardo, lo distoglie subito e rientra nel suo mondo. Lo riconosci perchè l’espressione del suo viso è quasi inanimata e se provi a salutarlo finge di dover cambiare strada proprio in quel momento.

3- L’AMMICCANTE: E’ quello che non capisci bene se ti vuole solo salutare o se invece ci sta proprio provando: comincia sfoggiando un timido sorriso da lontano, per poi magari farti l’occhiolino quando ti è più vicino. Certi amori si sa, nascono anche tra una corsa e l’altra e c’è chi non perde davvero mai l’ccasione di sfoderare tutto il suo fascino.

4- L’ENIGMATICO: Non capisci mai bene se ti sta salutando oppure no: da lontano sembra che ti guardi, forse anche che stia abbozzando un sorriso, ma quando si avvicina è concentratissimo sulla sua corsa e sulla strada e il suo sguardo è impenetrabile e ti lascia dubbi quanto una sfinge egiziana: devo sorridergli? Proseguire e fare finta di nulla? Chi può dirlo!

5 – L’INDECISO: L’indeciso è il mio preferito, forse perchè è la tipologia in cui maggiormente mi riconosco. Non sa bene se salutarti o sorriderti, oppure proseguire e continuare imperterrito nel suo percorso. Risolve quindi restando in attesa di un tuo minimo cenno da interpretare. A volte stai solo alzando il braccio per sistemare la fascia col cellulare e vedi che parte subito col saluto, a volte sei concentrato sulla strada e non ti accorgi del suo arrivo e allora finge anche lui di non averti notato. E’ quello che vive questo momento con lo stress e l’ansia maggiore.

6- IL SOLIDALE: E’ quello che ti vede e che capisce la tua fatica e la tua sofferenza, che ti guarda con dolcezza e tenerezza come fosse una mamma o un papà, perchè capisce il tuo impegno e il tuo dolore. In fondo è anche il suo, e vorrebbe quasi abbracciarti, consigliarti, rincuorarti. Il suo saluto è quello che offre conforto lungo le corse più difficili, quello che ti fa pensare che devi resistere, che ce la puoi fare ad arrivare fino in fondo.

E voi, che tipo di runner siete? A quale vi sentite più simili?

E io invece, che tipo di runner sono per quel che riguarda i saluti? Ho già detto che mi riconosco maggiormente nell’indeciso, proprio perchè a volte mi sento ancora inadeguata e impreprata nei confronti del mondo del running. Alla fine però adotto una mia strategia piuttosto semplice (e che è la mia filosofia  nella vita di tutti i giorni): io sorrido.

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Sorrido sempre a chiunque incontro sul mio cammino e poco importa se a volte questo sorriso cade nel vuoto e non viene ricambiato e se anzi a volte mi guardano pure strano.

Io sorrido sempre e comunque.  A tutti.

E le volte che incrocio lo sguardo di un altro runner che mi sorride a sua volta, la mia corsa continua con una marcia in più: mi sento anche io parte di una tribù, mi sento anche io una ‘vera’ runner. Seppur con i miei tempi scalcinati e le mie prestazioni poco esaltanti, seppur con la mia tecnica da sistemare.

Penso all’effetto che quel sorriso fa a me e trovo che non ci sia regalo più grande da poter fare agli altri se non quello di regalare anche il mio.

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Gianni Morandi corre!

Ho sempre avuto un debole per gli anni 60… sono nata così, con un bagaglio musicale di vent’anni prima… e fra Topolino e l’Enciclopedia della Fanciulla canticchiavo:

Andavo a cento all’ora
per trovar la bimba mia
ye ye ye ye
ye ye ye ye

Inevitabilmente quando la mamma mi chiedeva di scendere al negozio sotto casa per comprare la merenda la colonna sonora era:

Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte
devo dirti qualche cosa che riguarda noi due

Ho imparato a ballare il twist con

E gira e gira e vai non frenare mai
E gira e gira e vai non fermarti mai

Ai primi battiti d’amor “Bella Belinda è innamorata” sognando cene romantiche al suon de “La fisarmonica”.

Sul diario segreto scrivevo le frasi delle tue canzoni

Partiremo insieme per un viaggio per città che non conosco.
Quante primavere che verranno,
che felici ci faranno.
Sono già negli occhi tuoi.

Mentre con “Banane e lampone” ho smesso di navigare nel tuo passato musicale e ho iniziato a seguirti in contemporanea.

Io sono il tuo amore
Sei solo per me

Quanti anni con la tua musica… non sapevo corressi e ovviamente questa scoperta ha reso perfetto il mio cantante preferito. E non solo corri ma sei anche incredibilmente forte.

Un giorno a pranzo con i miei colleghi prima della Run Tune Up 2014 raccontavo che avresti corso anche tu.
Mai e poi mai avrei pensato di incontrarti…

Avevo appena fatto il checkout in hotel, camminavo in una meravigliosa giornata di sole per il centro di Bologna e come d’incanto sei apparso tu! Ricordo di aver abbandonato la valigia in strada e di averti inseguito per salutarti. Non ricordo bene cosa ti ho detto, chissà cosa ti ho raccontato, ero troppo felice di vederti! Un abbraccio e un selfie pregara insieme!

gianni morandiAlla prossima gara Gianni!

Corri, la vita corre rapida e tu corri
La vita passa in fretta e quindi corri
La vita non ti aspetta e allora corri
Vai di corsa e non fermarti più

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Milano City Marathon, una staffetta di amici ai nastri di partenza

Nella settimana della Milano City Marathon, vi presentiamo la staffetta “Amici delle Matte in Fuga” che correrà con noi per Rare Partners.

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Amici che hanno accettato la sfida di condividere assieme a noi la gioia della corsa e di far beneficienza. Una staffetta eterogenea, che dà ancora più valore alla voglia di far bene per se stessi e di far del bene per gli altri.

Eccoli a voi, in ordine di partenza:

1 Nome: Samuele

 Età: 44

 Perché corri: per scaricare e ricaricare le pile e mantenermi in forma per invecchiare bene.

 Perché corri con Rare Partners: sono il marito di una delle Matte che mi ha arruolato per   questa causa mettendomi la ali ai piedi.

 

4Nome: Silvia

Età: 41

Perché corri: corro perché ci ho preso gusto! La corsa per me è una valvola di sfogo a cui non posso più rinunciare, mi porta in una dimensione solo mia, mi aiuta a riordinare le idee, mi fa scaricare la tensione e mi fa stare a contatto con la natura. La corsa mi ha insegnato che l’importante è incominciare…un passo alla volta e si arriva ovunque!

Perché corri con Rare Partners: ho conosciuto questa associazione grazie alle Matte e sono contenta di essermi fatta coinvolgere in questa avventura perché ho la possibilità di fare del bene facendo una cosa che mi piace.

 

3 Nome: Andrea

Età: 40

Perché corri: mi piace correre nella natura e liberare la mente

Perché corri con Rare Partners: perchè anche facendo semplicemente ciò che mi piace, si può dare un piccolo aiuto a chi ha bisogno

 

2Nome: Tiziana
Età: 35
Perché corri: per stare bene con me stessa e sconfiggere i miei demoni… e anche per tenermi in forma.
Perché corri per Rare Partners: perchè in un certo senso, mi riguarda da vicino e poi voglio dare il mio piccolo contributo ad una grande causa.

 

 

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La rossa che non ti aspetti

Conosco Tiziana da tantissimi anni, grazie ad un’amicizia in comune che nessuna delle due frequenta più. All’apparenza non possiamo essere più diverse, invece siamo simili anche se con due vite poco parallele.
Genovese di nascita, ma monzese di adozione, qui Tiziana ha dovuto costruirsi una nuova vita: fa il programmatore informatico, un lavoro che le dà gioie e dolori e anche parecchio stress, quindi per evitare di ammazzare qualcuno ha deciso di investire le proprie energie nello sport.

Il suo cuore sportivo si divide tra la corsa e la pole dance “ogni volta che racconto di questa mia passione, le persone mi immaginano mezza nuda con dei maschioni intorno che mi infilano i dollarini nel perizoma… invece quella è la Lap Dance in traduzione dall’ inglese significa (coscia) un tipo di danza dove la donna scende dal palcoscenico esibendosi sopra le gambe della persona seduta. Per fare la lap dance non c’è bisogno di avere una pertica. Mentre la Pole Dance è la danza con il palo dove la ballerina può esercitare una seria di acrobazie spettacolari“.

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In realtà, dietro a tutta questa leggerezza, c’è un allenamento intenso, tanto sudore, strati di pelle lasciati sul palo e lividi, tanto cari a noi pole dancer perchè rappresentano un traguardo raggiunto!
A causa di un infortunio ai polsi Tiziana ha momentaneamente abbandonato gli allenamenti dal Pole Dancer ed ha scoperto la corsa.
Io odiavo correre, avrei preferito farmi una giornata in miniera piuttosto che 10 min di riscaldamento… ma poi.. dopo aver smesso di fumare, ho preso parecchi Kg e questo non mi faceva stare bene e più cercavo ossessionatamente di dimagrire e più fallivo e più diventavo nervosa e arrabbiata col mondo, insomma, il cane che si morde la coda. Finchè un bel giorno, mi sono decisa ad iniziare a correre, un po’ come ultima spiaggia ma l’ho fatto principalmente per sconfiggere i miei demoni senza pensare alla linea. Ho iniziato piano piano e senza manco accorgermene, mi sono trovata a correre mezz’ora di fila e non mi sembrava vero!
Più facevo progressi (e km ) e più il mio umore migliorava e mi sentivo di nuovo bene con me stessa. Infatti la cosa bella della corsa è che devi fare andare solo le gambe e tu hai tutto il tempo di pensare ai problemi che reputi “insormontabili” che si rimpiccioliscono man mano che si fanno km, per poi sparire a fine corsa.

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Abbiamo iniziato assieme la sua prima gara: la Strawoman di Monza del 2013, poi quella del 2014 e la Babbo Running per poi passare da 5 a 10 km in poco più di 2 mesi in previsione della prossima Milano City Marathon, che correrà in una staffetta amica delle Matte In Fuga, per beneficienza con per Rare Partners.
Il suo futuro? “Spero di riprendere la pole dance, anche per accontentare il mio lato esibizionista, e poi di continuare con la corsa perché mi fa stare bene, magari arriverò pure io a fare la maratona, chissà…

21 volte donna? No, 21 donne per essere come Ivana

Ho “conosciuto” Ivana Di Martino nel 2014 quando mi apparve un post della sua pagina Facebook. Narrava le gesta di un’atleta che percorreva per 21 giorni di fila, in 21 città differenivy50ti un sacco di chilometri.

Mi sono appassionata a quest’avventura e il viso di Ivana mi diventava ogni giorno più famigliare fino a quando non l’ho sentita telefonicamente per poter parlare di lei e delle sue gesta e devo dire che la buona impressione che avevo fino ad allora è diventata estasi per lei allo stato puro. Una ragazza che, nonostante la popolarità, ti mette subito a tuo agio, ti parla e ti apre il suo cuore. Dopo aver parlato con lei avevo ancora il sorriso stampato in faccia per cinque minuti.

Non ha avuto una vita tutta rose e fiori eppure è una moglie, mamma, insegnante, runner e ambasciatrice di un’associazione benefica, insomma una che non molla mai e che riesce ad incastrare perfettamente il suo puzzle.

Ha iniziato la sua avventura sportiva nel 2013: ha corso 21, 097 km per 21 giorni consecutivi, in 21 città italiane diverse. Li ha corsi per se stessa e per trasmettere alle donne un messaggio importante “si può avere un sogno e fare una follia anche a quarant’anni, quando tutti ti guardano e ti dicono che sei pazza”. Ivana è decisamente entrata di merito nel mondo delle mamme matte in fuga!

Nel 2014 ha unito la passione per la corsa e la sensibilizzazione del pubblico ai massimi livelli. Per rappresentare il lungo calvario dei minori in fuga, Ivana ha scelto, con Terre des Hommes, di percorrere simbolicamente 21 tappe, partendo da Lampedusa, e coinvolgendo tutte le città in cui sono presenti Centri di Accoglienza per i migranti: Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA); Centri di Accoglienza (CDA); Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA), Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE).

Questa volta però (visto che è una tipa tosta) ha modificato la formula dei 21 giorni: è partita dalla distanza completa della maratona: 42 km. Nei giorni successivi, ogni giorno ha scalato 2 km, fino alla tappa conclusiva di Milano, per un totale di 467 km.

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E quest’anno, cosa ci propone per il 2015?

Ivana attraverserà l’Italia in orizzontale, in 8 tappe, percorrendo una media di 88 km al giorno: da Ventimiglia, confine italo-francese, attraversando 5 regioni, per terminare a Muggia, sul confine sloveno.

Correrà come ambasciatrice di Dynamo Camp, l’unica struttura italiana di Terapia Ricreativa pensata per ospitare minori le cui vite sono compromesse dalla malattia, per attività ludiche e sportive e un’esperienza di svago, divertimento, relazione e socialità in un ambiente naturale e protetto.

Correrà anche per rafforzare il messaggio che a volte esistere è anche resistere, superando ogni ostacolo, affrontando sempre nuove avventure, che aiutano  a diventare ancora più forti, scoprendo di poter fare cose che non si pensava di poter fare.

Per chiunque volesse sostenere Dynamo Camp e conoscere meglio Ivana, qui di seguito la pagina dedicata alla sua impresa:

http://ww2.dynamocamp.org/iniziativa/rexist-run-unimpresa-a-sostegno-di-dynamo-camp/

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